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Situazione patrimoniale, redditi e spese elettorali dei consiglieri, il silenzio del Campidoglio: Magi, i cittadini non devono conoscere

14 giugno 2010

·         Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario Radicali Roma
 
A ormai due mesi dalla nostra richiesta di avere in visione i dati relativi alla situazione patrimoniale, alla dichiarazione dei redditi e alle spese elettorali dei consiglieri comunali, e delle cariche direttive di società partecipate o finanziate dall’ente comunale, nessuna risposta è giunta dal presidente Pomarici e dall'ufficio del consiglio comunale. La possibilità di consultare in modo facile e immediato tali dati è sancita dallo Statuto del comune di Roma (art. 17 comma 6) e dal suo Regolamento, che recipiscono la normativa nazionale (legge 441/82 che istituisce la cosiddetta anagrafe patrimoniale), e costituisce un fondamentale diritto del cittadino di conoscere gli amministratori del proprio comune. La negazione dell'accesso ai dati è particolarmente grave se si considera che in base alla delibera 113 del 2009, che istituisce l'Anagrafe degli amministratori, approvata all'unanimità dal consiglio a dicembre scorso, quei dati dovrebbero già essere sulla home page del sito istituzionale del comune.
 
E' lecito a questo punto formulare due domande o ipotesi: l'Ufficio del consiglio non ha mai raccolto i dati, perchè i consiglieri non li hanno mai depositati contravvenendo non solo alla delibera di 7 mesi fa ma anche a una legge ben nota di 28 anni fa; l'ufficio è in possesso dei dati ma nega il diritto dei cittadini di conoscerli, cioè nega la finalità della legge che gli impone di raccoglierli. In entrambi i casi saremmo di fronte a gravi illegalità che arrecano danno alla credibilità e alla trasparenza delle istituzioni comunali.
Radicali Roma prosegue nella sua iniziativa nonviolenta, con Luisa Simeone in sciopero della fame da sei giorni e Rosalia Grande che si è unita da tre, con la finalità di stabilere un dialogo con le istituzioni nella direzione di un rientro nella legalità delle stesse e di un riconoscimento dei diritti negati.
Non solo il presidente Pomarici e il sindaco Alemanno, ma ogni consigliere dovrebbe sentirsi chiamato a dare una risposta ai cittadini.


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