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Radicali Friulani, Santarossa: il Governo sfila dalle tasche delle persone down l?assegno di 256 euro al mese

15 giugno 2010

 Il Presidente del Consiglio ha deciso di mettere le tasche nelle tasche dei cittadini. Lo farà alle persone più indifese ed in  modo indecente. Si è deciso di tagliare senza indugio il già esiguo assegno di assistenza per chi soffre della sindrome di Down. L’assegno per l’assistenza andrà solo a chi raggiunge l’85% di invalidità. 38mila persone che soffrono di questa sindrome non avranno più i miseri 256 euro al mese.

Secondo l'articolo 9 della manovra anti sprechi del governo là dove si spiega che la soglia dell'handicap per cui è previsto il mantenimento dell'assegno di assistenza passerà dal 74% all'85%. Quasi tutti i 38mila down italiani hanno un handicap riconosciuto del 75%, e resteranno quindi tagliati fuori dal contributo. Si tratta di 256 euro al mese.
Secondo il governo, la misura è un efficace antidoto contro i falsi invalidi e le truffe allo Stato. Qualcuno spieghi a Tremonti e soci che la trisomia 21  è un handicap che si presenta dalla nascita e dal quale non si guarisce. Capisco che il ministro del tesoro da quando frequenta la Lega non legga più un libro, ma queste informazioni le può ritrovare sul vecchio libro di scienze delle scuole medie.
Quello di sfilare questi pochi euro alle persone down è un fatto gravissimo, si priva infatti queste persone dell’unica fonte di sussistenza, un piccolo aiuto che restituisce una minima opportunità di inclusione sociale.Tale misura va rivista. Non è da qui che si può partire per scoprire i falsi invalidi dato che ricordo a Tremonti che è fuori discussione che le persone con sindrome di Down, avendo un’alterazione di tipo cromosomico, hanno un’invalidità sulla quale non può essere posto alcun dubbio e la nostra società ha il dovere di tutelarle, mantenendo i riconoscimenti fino ad oggi acquisiti. Anzi vanno previste misure economiche che consentano loro di integrarsi nella società raggiungendo una vita il più possibile indipendente.?Non si può affrontare la lotta agli sprechi dello Stato partendo da queste misure di vera macelleria sociale.


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