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Piemonte/Manfredi e Pisano/Primo risultato ricorsi radicali: Buonanno si dimette da consigliere regionale. Ora tocca a Cota scegliere ... entro giugno!

15 giugno 2010

Alla notizia che il leghista Gianluca Buonanno (deputato, consigliere regionale, sindaco di Varallo) ha deciso di dimettersi dalla carica di consigliere regionale, Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani) e Nathalie Pisano (segretaria Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:

 
Buonanno deve aver ricevuto la notifica del ricorso presentato da noi radicali al Tribunale di Torino (cosiddetta “azione popolare”) per far decadere sia lui che Roberto Cota dalla carica di consiglieri regionali per manifesta incompatibilità. Dalla data della notifica si hanno dieci giorni di tempo per scegliere fra le due cariche o si possono presentare controdeduzioni. Il Tribunale di Torino ha fissato l’udienza per discutere le azioni popolari il 13 di luglio.
Buonanno, visto il grosso rischio di annullamento delle elezioni regionali, si è assicurata la poltrona più sicura, quella di deputato, continuando, peraltro, a fare il sindaco di Varallo, e quindi, continuando a essere incompatibile. Rivolgiamo un appello ai cittadini elettori di Varallo affinchè promuovano anch’essi un’ “azione popolare” per far decadere da sindaco una persona che manifesta un così arrogante disprezzo della Costituzione e della legalità; i nostri valenti avvocati, Alberto Ventrini e Antonio Polito, sono a loro disposizione.
Rispetto a Cota, non possiamo che rilevare la sua patente malafede; anche oggi dichiara che sceglierà fra deputato e consigliere “nei tempi previsti”, mentre, invece, il tempo è scaduto un mese fa: Cota avrebbe dovuto scegliere entro il 13 maggio 2010 (decimo giorno dalla prima riunione del Consiglio Regionale, data in cui si è concretizzata la causa di incompatibilità, art. 6, comma 4, della Legge 154 del 1981). Un comune cittadino può non saperlo; Cota è avvocato ed ha a disposizione uno nutrito ufficio legale; non può non saperlo.
Presidente Cota, invece di evocare golpe sudamericani, rispetti, finalmente, la legge e ricordi che i dieci giorni dalla notifica dell’azione popolare sono tassativi.
 
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