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Il Globish è la Theresienstadt della colonizzazione linguistica anglo-americana. Replica di Giorgio Pagano, Segretario dell'associazione radicale "Esperanto", all'articolo di Franceschini su Repubblica

17 giugno 2010

In un lungo articolo apparso oggi su La Repubblica “Globish, la lingua low cost che tutti possiamo imparare”, Enrico Franceschini riprende senza nessuna distanza critica l’articolo di Robert McCrum “Glob-ish”, apparso su Newsweek il 12 giugno.


Franceschini sostiene che oramai l’inglese non ha più padroni, e che è diventato una vera lingua mondiale, parlata da 4 miliardi di persone, la lingua dei “conquistati, i sedotti, i vinti, hanno digerito, imparato e rimodellato secondo le proprie esigenze”.


È tutto falso! Il Globish non esiste come lingua a sé. Tuttalpiù si tratta di un inglese parlato male, pieno di errori, che il più delle volte incomprensibile. Infatti gli studenti di tutto il mondo vanno nei paesi anglofoni e non certo in Cina a studiare l’inglese vero, i giovani guardano i film americani e non certo cileni per orecchiare l’inglese vero, e nelle scuole di tutto il mondo si usano grammatiche di Oxford o Harvard e non di Tallin per insegnare l’inglese vero. Tutto questo a caro prezzo, altro che low-cost!


La verità è che i 400 milioni di angofoni madrelingua nel mondo traggono dall’egemonia dell’inglese incredibili vantaggi politici ed economici, mentre tutti gli altri popoli spendono anni e miliardi di euro per accedere alla lingua dominante. Chiamare l’inglese Globish, non è altro che la solita strategia dei furbi anglofoni per i fessi non anglofoni e indorare la pillola della colonizzazione linguistica.



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