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Belgio, il Papa contro i giudici: "Le perquisizioni sono deplorevoli"

• da la Repubblica del 28 giugno 2010

di Marco Ansaldo

 

E alla fine al Belgio ha risposto anche il Papa. Il nuovo caso tra il Vaticano e i magistrati di Bruxelles, scoppiato sull’onda dello scandalo pedofilia con la perquisizione per 9 ore dei vescovi nella sede episcopale centrale, ha visto ieri la reazione di BenedettoXVl. Un attacco sotto forma di lettera di solidarietà all’arcivescovo interessato, monsignor Andrè Leonard. Sono «sorprendenti e deplorevoli» - ha scritto Joseph Ratzinger nel messaggio inviato «al venerato fratello» - le «modalità con cui sono state condotte le perquisizioni nella Cattedrale di Malines e nella Sede dove era riunito l’Episcopato belga in una sessione plenaria che, tra l’altro, avrebbe dovuto trattare anche aspetti legati all’abuso di minori da parte di membri del clero».
«Più volte - ha ricordato il Póntefice - io stesso ho ribadito che tali gravi fatti vanno trattati dall’ordinamento civile e da quello canonico». L’auspicio del Papa è che anche in Belgio «la giustizia faccia il suo corso, a garanzia dei diritti fondamentali delle persone e delle istituzioni, nel rispetto delle vittime» degli abusi sessuali compiuti da religiosi. Il momento è dunque «triste» per la Chiesa cattolica in Belgio, ammette Ratzinger. Ma dopo l’intervento diplomatico del responsabile vaticano dei rapporti con gli Stati Dominique Mamberti sull’ambasciatore belga presso la Santa Sede, e la dichiarazione pubblica del Segretario di Stato Tarcisio Bertone («un fatto inaudito che non ha precedenti nemmeno nei regimi comunisti»),
Benedetto XVI ha deciso di mettere tutto il peso della sua autorità investendo il caso con una condanna severa. A colpire il vertice della Chiesa cattolica è soprattutto il modo in cui si sono svolte le perquisizioni compiute dalla magistratura belga - a caccia di documenti sui preti pedofili - non solo nella sede dove si era riunito l’episcopato locale, ma addirittura nella cripta della cattedrale di Malines, scoperchiando invano le tombe dei cardinali Suenens e VanRoey.
Alla vigilia dell’annuncio che farà oggi nella Basilica di San Paolo sulla creazione di un nuovo dicastero (affidato a monsignor Rino Fisichella) per riproporre il Vangelo nell’Occidente, e di un pacchetto di nomine nei dicasteri-chiave volte a rafforzare il governo della Chiesa, il Papa vuole riaffermare la sua vicinanza alle vittime degli abusi. E la sua lettera tende a sostenere la posizione coraggiosa assunta dal neo primate del Belgio, Leonard, che in qualità di presidente della Conferenza episcopale si trova a raccogliere un’eredità difficile, dopo che il suo predecessore Godfried Danneels aveva ammesso di aver
tentato aggiustamenti con le vittime, omettendo sia le denunce penali che il deferimento dei casi alla competente Congregazione della Dottrina della Fede anche anni dopo le obbliganti norme Ratzinger-Wojtyla. Bertone ha poi smentito le voci che circolavano su un possibile ritiro del Nunzio apostolico da Bruxelles: «Non è vero niente - ha affermato - sono solo invenzioni».


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