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Il mischione Pd-Udc ha già raggiunto Letizia

• da LiberoMilano del 30 giugno 2010

di Lorenzo Mottola

Il "mischione" ha i numeri, ma a destra non spaventano nessuno. La grande coalizione che il Pd sta preparando per le prossime comunali - con un fronte aperto dall’Udc fino a Rifondazione - potrebbe tranquillamente insidiare il trono di Letizia Moratti. Alle scorse europee, per esempio, i partiti che dovrebbero schierarsi con il candidato del centrosinistra, Radicali inclusi, hanno raccolto in tutto il 48.9 per cento. Esattamente la stesso risultato di PdL e Lega. Ovviamente, resta da dimostrare che queste
liste, una volta unite, riescano a mantenere le loro percentuali, cosa molto difficile in politica. E resta da capire quanto raccoglierebbe il partito di Casini una volta immerso nel calderone guidato dal Partito Democratico e spalleggiato da Rifondazione Comunista.

SCELTE DIFFICILI
Per l’eurodeputato azzurro Carlo Fidanza la risposta è del tutto scontata: «Quella dell’Udc mi sembrerebbe una scelta innaturale, che probabilmente gli elettori non capirebbero». A Milano lo scudocrociato è sempre stato fedele alle posizioni della coalizione del sindaco, «non si sono mai smarcati». Per quanto riguarda la sinistra radicale, invece, non è affatto detto che aprire in questa direzione convenga a Bersani, Penati e soci: «Per loro sarebbe un passo indietro, tornerebbero a una coalizione "contro" qualcuno», continua Fidanza, «In questi anni il Pd si era "alleggerito" allontanandosi
dalla sinistra antagonista e in qualche modo aveva accresciuto la sua credibilità politica». Questa linea, però, non aveva prodotto grandi risultati. In Lombardia i democratici hanno perso dappertutto in Lombardia. Anche per il segretario provinciale PdL Romano La Russa, tuttavia, il "mischione" non riuscirà a insidiare i berlusconiani: «I numeri a livello di sigle ci sono», spiega l’assessore regionale, «ma c’è da tener presente che quando sì allarga di solito sono gli elettori a "stringersi"»: Per trovare un esempio, basta guardare a destra: «Lo abbiamo sperimentato anche noi nel nostro piccolo: non tutti gli elettori di Forza Italia e di Alleanza Nazionale ci hanno seguito nel PdL». Altrettanto sicuro Giulio Gallera, che non vede troppe differenze tra questa coalizione e quelle presentate in passato: «Ci troveremo di fronte allo stesso schieramento che abbiamo battuto alle scorse comunali», spiega il capogruppo PdL. E la vittoria era arrivata senza problemi: «Il centrosinistra si è sempre presentato compatto a Milano e ha sempre perso». Un paio di differenze, in realtà, potrebbero esserci. Questa volta ci sarà la lista di disturbo di Vittorio Sgarbi e Tiziana Maiolo. E il partito di Casini, almeno stando alle voci, potrebbe passare dalla parte del "nemico". Per Gallera, però, non c’è troppo da preoccuparsi: «Sono convintissimo che alla fine saranno con noi, non ci sono mai stati problemi di convivenza in coalizione».

I FRONDISTI
Per la verità, anche con lo scudocrociato Letizia qualche problema lo ha avuto in passato. Non è un mistero per nessuno che spesso i dirigenti di Pierferdinando Casini si siano lamentati per la considerazione riservata nei loro confronti da parte della giunta. I centristi in alcuni casi hanno saputo di decisioni importanti per la vita della città solo a cose fatte. Il problema, tuttavia, è un altro: la linea dello scudocrociato nel prossimo anno potrebbe subire alcune modifiche, o almeno è questa la tesi dei "frondisti" anti-Casini, che venerdì debutteranno con una conferenza stampa sulla scena politica milanese. L’ex coordinatore Luigi Baruffi, appena rimosso dalla guida del partito a Milano, è pronto a iniziare la sua battaglia per riportare a destra la barra del partito in città.



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