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Enel vende in Spagna le reti di Endesa e incassa 1.4 miliardi

• da da Il Giornale del 2 luglio 2010

di Paolo Stefanato

 

La spagnola Red Eléctrica acquisterà la rete elettrica ad alta tensione di Endesa, la controllata iberica di Enel, per 1,411 miliardi di euro. L'operazione, obbligatoria per la normativa spagnola, trasferirà a Ree linee ad alta tensione operative o in costruzione situate principalmente nelle isole Baleari e Canarie. Secondo l'ad del gruppo Enel, Fulvio Conti, il contratto permette all'azienda italiana di raggiungere così i suoi target di riduzione dell'indebitamento: questo ammontava a 51 miliardi a inizio 2010 e, secondo i piani, scenderà a 45 miliardi a fine anno. Le parti hanno contestualmente anche firmato un accordo di disponibilità e assistenza tecnica per un importo di 66 milioni, valido quattro anni. In una successiva nota, Enel dice che «l'accordo di cessione ha per oggetto sia asset in servizio (per 1,27 miliardi), per i quali è prevista già nel 2010 una specifica remunerazione a titolo di trasmissione dell'energia elettrica, sia asset in fase di costruzione (per 142 milioni) e che entreranno in servizio nel corso del 2010, peri quali è prevista analoga remunerazione a titolo di trasmissione dell'energia elettrica a partire dal 2011». Conti ha espresso soddisfazione: «Con l'operazione, avvenuta a un prezzo congruo, si compie un ulteriore passo avanti nella realizzazione del nostro piano di ottimizzazione di portafoglio e di rafforzamento della struttura patrimoniale. Tale cessione, unitamente alle altre dismissioni già avviate e alle azioni in corso di miglioramento del cash-flow operativo, ci consentirà di confermare l'obiettivo annunciato ai mercati di ridurre l'indebitamento finanziario netto di gruppo a 45 miliardi». Ora la prossima tappa è il gas: in predicato, secondo i piani già resi noti, vi è infatti la cessione della rete gas di Endesa. Ieri Conti ha dichiarato che quattro gruppi internazionali si sono candidati per l'acquisizione e al massimo entro settembre ci sarà la scelta. Si tratta di «gruppi internazionali che hanno interesse a investire. Stiamo valutando le offerte ed entro l'estate, al massimo a settembre, la aggiudicheremo a uno dei quattro candidati a un prezzo sicuramente vantaggioso». Frattanto, partecipando a una trasmissione tv, Conti si è soffermato sul futuro dell'energia in Italia. «Se avessimo il mix previsto dal governo per la produzione di energia elettrica (50% da idrocarburi, 25% da rinnovabili, 25% da nucleare, ndr) la bolletta sarebbe ridotta del 20-30%». Secondo Conti, sulle scorie, una centrale nucleare da 1.600 megaWatt «in grado di fornire energia a una città grande come Roma, produce al massimo 1,2 container di scorie ogni quattro anni che possono essere trattate e recuperate. Sulla sicurezza - ha precisato Conti - ci sentiamo zero difetti e la possibilità che ci sia un incidente per una centrale nucleare, con le tecnologie di oggi, è pari a quella di un meteorite che colpisce la terra».


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