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A Parigi in pensione più tardi, Londra taglia i salari, l'Europa ci batte sulla strada del rigore

• da da Libero del 6 luglio 2010

di Maurizio Stefanini

100 miliardi la manovra francese, 80 quella britannica, 80 quella tedesca, 65 quella spagnola, e 25 quella italiana. Che potrebbe in teoria essere dovuto semplicemente al particolare che noi stiamo messi meglio. Il fatto, però, è che mentre gli altri le loro manovre le hanno già fatte, noi ci dibattiamo ancora per riuscirci. Il che forse toglie di mezzo ogni residua illusione. Cominciamo allora dalla Francia, dove per portare il rapporto deficit-Pil dall'8,2% attuale al 6% entro il 2011 e al 3% entro il 2012, Nicolas Sarkozy ha annunciato uno sforzo di riduzione del disavanzo pari a cinque punti di prodotto interno lordo. Appunto, 100 miliardi di euro: 45 dalla riduzione della spesa corrente in particolare sulla voce per le comunità locali; 15 dalla fine di alcuni programmi di rilancio; 35 da un previsto aumento del gettito sull'onda di una maggior crescita economica, ma anche per l'aumento dell'imposta sui redditi dal 40 al 41%; 5 da una riduzione generalizzata delle cosiddette nicchie fiscali. Ma potrebbe salire a 8,5. L'età pensionabile salirebbe da 60 a 62 anni entro il 2018. Inoltre la Francia cambierebbe la Costituzione, per includervi norme in materia di riduzione del deficit pubblico. Nel Regno Unito, invece, il peso maggiore della stangata del nuovo governo Cameron-Clegg dovranno sorbirlo i cittadini sotto forma di un aumento dell'Iva, che il 4 gennaio 2011 passerà dal 17,5 al20%. Proprio per bilanciarla, il ministro del Tesoro George Osborne ha annunciato una nuova tassa sulle operazioni delle banche che entrerà in vigore dal gennaio 2011 e che dovrebbe fruttare due miliardi di sterline l'anno. Immediato è invece l'aumento della tassa sui guadagni di Borsa, dal 18 al 28%. Ci saranno poi tagli per 6 miliardi di sterline (8,7 miliardi di euro), che colpiranno in particolare gli enti finanziati dal governo, con almeno 300.000 posti di lavoro in meno. Ma c'è chi parla addirittura di almeno 700.000 posti pubblici in meno. Congelati per tre anni gli stipendi dei dipendenti pubblici, e congelato a 7,9 milioni di sterline anche l'appannaggio della famiglia reale. Per aiutare l'economia reale verrà abbassato dell'1 % l'anno per quattro anni le tasse sulle grandi imprese, dal 28% al 24%. Tagli ancor più consistenti per quelle piccole e medie, e la quota di salario esente da tasse passa a 1000 sterline. In Germania per rientrare dal 5% del Pil di defict attuale al 3% massimo consentito nei Trattati Europei entro il 2013 e allo 0,35% richiesto dalla. Costituzione tedesca entro il 2016, Angela Merkel annuncia tagli strutturali al bilancio che saliranno dagli 11,1miliardi del 2011 ai 17,1 del 2012, 25,7 miliardi nel 2013 e 32,4 miliardi nel 2014. Nel settore pubblico posti di lavoro caleranno di 10-15.000 entro il 2014 e gli stipendi del 2,5%. Previste un'imposta. sulle attività bancarie, una sull'energia nucleare e una sul traffico aereo, ma restano invariate sia le aliquote su reddito e valore aggiunto, sia la spesa per educazione, ricerca e sanità. In Spagna Zapatero ha disposto la riduzione del 5% negli stipendi dei dipendenti pubblici, e ha detto che ridurrà anche la spesa sociale dell'1,5%, mentre dal 2011 inizierà il congela mento delle pensioni attive. Saranno ridotti del 15% anche gli stipendi dei ministri, e per rispondere alle critiche della sinistra si starebbe pensando anche a una nuova "tassa sui ricchi", sui redditi oltre il milione di euro. Inoltre è stata varata una riforma del mercato del lavoro che aumenterà la flessibilità, dei contratti e renderà meno onerosi i licenziamenti.



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