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I Radicali in Abruzzo: regime di vantaggio

• da Da 'Il Sole24Ore' del 6 luglio 2010

di Giorgio Santilli

Ora che si vanno spegnendo i riflettori della politica sulla ricostruzione abruzzese, derubricata a questione locale, i radicali tentano di riproporla in chiave nazionale. Nella sfida lanciata da Marco Pannella, Emma Bonino e Mario Staderini con il comitato nazionale di Radicali italiani dello scorso week end in terra aquilana non c'è solo la volontà di «dare voce a chi ha bisogno e non l'ha avuta». La posta in palio è invece un percorso istituzionale nuovo per passare dalla fase emergenziale dei commissari a una ricostruzione fondata su una legge ordinaria che «dia certezza al futuro». Una certezza finanziaria, fiscale e anche democratica. «Proponiamo - dice Mario Staderini - una proroga di sei mesi per la sospensione delle tasse che valga per tutti i cittadini e non soltanto per le piccole imprese e i lavoratori artigiani, come è oggi all'articolo 39 della manovra del governo». Anche sulla restituzione delle tasse e dei contributi sospesi viene chiesta maggiore gradualità. La distanza tra la proposta radicale e la politica del governo cresce quando si parla di ricostruzione. «In questi sei mesi spiega il segretario di Radicali italiani - non deve restare tutto com'è: il Parlamento deve ap- provare una legge che ponga le fondamenta per una ricostruzione materiale e anche democratica di questa zona». La legge dovrà definire «le copertura finanziarie che al momento non ci sono, dovrà individuare una ripartizione di competenze e di poteri tra l'ambito locale e quello centrale». I radicali pensano anche a un regime fiscale di vantaggio, come accade nel caso delle zone franche: ipotesi cui sta lavorando al Senato Emma Bonino. Pannella e compagni provano a lanciare un «modello L'Aquila» che risolva i problemi concreti degli abruzzesi dimenticati ma si proponga anche come un cammino per «portare il paese fuori dal regime delle emergenze e dei 10mila commissari». Meglio, per superare una volta per tutte, «la gestione emergenziale come modus operandi dello stato».



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