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Enel disegna la campagna di Russia

• da MF - Milano Finanza del 7 luglio 2010

di Angela Zoppo

Quando nel 2014 Enel festeggerà i suoi primi dieci anni in Russia, lo farà con un ebitda pressoché quintuplicato e con in mano le chiavi della prima centrale nucleare pubblico-privata dell’ex Urss. L’amministratore delegato Fulvio Conti, solitamente prudente, stavolta non ha dubbi, come, ha detto alla platea di circa 60 investitori e analisti riuniti per l’occasione a San Pietroburgo. Per allora, il margine operativo lordo delle attività russe di Enel avrà raggiunto quota 1,1 miliardi di euro dagli attuali 252 milioni, mentre un altro miliardo di curo si aggiungerà ai 3,3 già investiti dal gruppo in quello che Conti definisce «uno dei mercati energetici più promettenti del mondo». con un tasso di crescita annuo dell’ 1,7% e investimenti complessivi che nel 2019 dovrebbero raggiungere 280 miliardi di dollari. Già dal prossimo anno sarà ben visibile il salto dell’ebitda di OGK-5, che avrà raggiunto 471 milioni dagli attuali 184 milioni. Allo stesso tempo Enel vedrà crescere di taglia la genco, acquisita durante l’ondata di privatizzazioni volute dall’allora premier Vladimir Putin e quotata alla borsa di Mosca con una capitalizzazione di 2,3 miliardi. La società in quota Enel (l’ex monopolista ne detiene il 56,4%) avvierà entro fine anno i due nuovi cicli combinati da 410 megawatt, che porteranno la capacità installata a 8.800 megawatt dagli attuali 8.200. OGK-5 non avrà problemi a rifornire i suoi impianti: a partire dal 2011 e per i successivi 35 anni la capogruppo le assicurerà forniture di gas dai giacimenti siberiani gestiti dalla jv Severenergia (51 % Gazprom, 29,4% Eni e 19,6% Enel). Il flusso di metano estratto in casa coprirà da solo il 50% dei fabbisogni della ex genco. Ma la vera novità è il debutto nel nucleare, a fianco dei campioni nazionali Rosatom e Ues, nella centrale che verrà costruita nell’enclave russa di Kaliningrad. Investitori e analisti hanno apprezzato l’approccio a 360 gradi che Enel ha avuto e ha rispetto al mercato russo, fin da quando nel 2004 si è aggiudicata la gestione della maggiore centrale elettrica di San Pietroburgo, prima utility internazionale a scommettere sulle potenzialità offerte dalla politica energetica di Mosca. Oggi è un player integrato. «Non abbiamo mai guardato alla Russia solo come fornitore di materie prime da esportare», ha spiegato Conti, «per noi si tratta di un’area chiave con ottime prospettive di crescita a lungo termine». Nel breve-medio termine, Enel ha in programma di allargare il mix produttivo anche all’idroelettrico (c’è già un’intesa con Rushydro) e alle rinnovabìli, mentre nelle vendite è già attivo con Rusenergosbyt (49,5%), che serve ormai 200 mila clienti. Quanto al gruppo, Conti ha detto all’Investor day che nell’esercizio in corso l’ebitda di Enel supererà i 16 miliardi di euro inizialmente stimati. Ha anche confermato i tempi della quotazione di Green Power, in calendario per ottobre, quando andrà sul. listino il 30% circa della società. Intanto, ci sono novità anche su altri mercati. Con Endesa Trading ed Endesa Ireland, Enel Trade farà affari in Inghilterra e Irlanda del nord. Il terzetto, infatti, si è appena aggiudicato parte della capacità elettrica messa all’asta da Northern Ireland Energy Holding, proprietaria degli asset di interconnessione Moyle Interconnection, che collegano Irlanda e Scozia. In base al contratto con NIEH, le sussidiarie di Enel ed Endesa potranno importare 20 Mw di energia nell’anno. Endesa Trading ed Enel Trade gestiranno gli acquisti di energia sul mercato britannico, mentre Endesa Ireland la importerà per collocarla nel mercato insulare.



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