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ven 21 set. 2018
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Rissa in diretta Pannella insulta il direttore che lo abbandona

• da Il Giornale del 12 luglio 2010

di Laura Cesaretti

Finisce con urla e pugni sul tavolo, qualche ┬źvaffanculo┬╗ e un po' di ┬źstronzo┬╗ (tutti di parte pannelliana) e con pochi margini di recupero il primo, veemente match in diretta radiofonica, e con tanto di telecamere del Tg5, tra Marco Pannella e il (quasi) ex direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin. Visto che non si ├Ę riusciti a evitare che la notizia della ┬źrottura┬╗ scoppiasse, tanto vale parlarne a microfoni aperti, ha deciso Pannella. Bordin, in diretta, tiene fermo il punto: le sue dimissioni dalla ventennale guida dell'emittente sono irrevocabili, ┬źnon ce la faccio pi├╣, non mi va pi├╣┬╗, troppe manifestazioni di ┬źsfiducia┬╗ da parte dell'editore (Pannella medesimo) e troppe intrusioni interessate dei caporali di partito nella gestione della radio. Che, va ricordato, oltre ad essere tribuna autorevole ├Ę tuttora un'impresa redditizia (assai pi├╣ del Pr), potendo contare su contributi pubblici sia come organo di partito che come servizio pubblico dal Parlamento, e per questo la sua direzione forse vacante fa gola a qualche dirigente restato disoccupato, come l'exparlamentare Marco Cappato, gi├╣ autore di una (noiosissima) rassegna stampa domenicale, o a giornalisti pannelliani doc come Walter Vecellio. Pannella, fosse per lui, si terrebbe Bordin direttore tutta la vita (continuando a torturarlo in pubblico ogni domenica, nella trasmissione a due voci, e in privato pi├╣ spesso) pur di evitare il clamore dell'addio di uno ┬źche ormai ├Ę pi├╣ popolare di me e di Emma Bonino messi insieme┬╗, come dice acidulo. Ma Bordin non ne vuole sapere: ├Ę pi├╣ che disposto a continuare a fare la rassegna stampa del mattino e le sue rubriche di politica estera e giudiziaria, ma Pannella e i suoi se li sorbisca qualcun altro, ogni giorno. Il leader radicale ha allora ingaggiato un braccio di ferro: trattiamo sulla rassegna stampa, ma solo se lavori con noi ad una successione indolore. Bordin a dare il proprio imprimatur a un direttore-funzionario di partito, Cappato o Vecellio che sia, non ci pensa proprio: ┬źDei futuri organigrammi della radio non si occupa un direttore dimissionario┬╗. Pannella si infuria, lo accusa di non ┬źamare┬╗ Radio Radicale, di essere ┬źinfluenzato dal contesto politico┬╗ nella sua decisione di abbandonarla, di non capire ┬źla gravit├á del momento┬╗ per i radicali (┬źMa ├Ę sempre grave il momento per i radicali!┬╗, si spazientisce Bordin), di volersi mettere ┬źsul mercato┬╗ grazie alla visibilit├á datagli dalla rottura. E in effetti, da ieri, qualche autorevole direttore ha iniziato a farsi vivo per ┬źprenotare┬╗ la rassegna stampa, magari da mettere on-line. Niente di definito, ma il ┬źmercato┬╗ c'├Ę, ed era un Bordin pi├╣ rincuorato e deciso a non mollare quello che si ├Ę presentato ieri al fatidico appuntamento col capo radicale. Con addosso una t-shirt rossa su cui campeggiava una parodia: ┬źDubitare, disobbedire, trattare┬╗, anzich├ę il mussoliniano ┬źcredere, obbedire, combattere┬╗. Ironica provocazione, forse finale.



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