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Comune, il debito ?chewin gum? Da 12,4 miliardi ora scende a 10,5

• da La repubblica - Cronaca di Roma del 13 luglio 2010

di Gio. Vi.

Così lo chiama la vicepresidente del Senato Emma Bonino che già il 28 aprile, in tempi non sospetti, presentò sull'argomento un'interpellanza al premier. E sì perché a un mese dalla catastrofica conferma del sindaco Alemanno- «Il rapporto del commissario di governo ha fatto emergere come il debito del Comune di Roma ammonti a una cifra più alta del previsto: da 9,650 siamo saliti a 12,4 miliardi» sembra proprio che il "buco" si sia ristretto. Sceso, secondo fonti del Tesoro, a circa 10,5 miliardi. Due in meno rispetto a quanto annunciato solo il 18 giugno scorso. Ma com'è possibile? Spiegano i tecnici dell'Economia: nell'estate 20081a due diligence effettuata sui conti capitolini dagli ispettori di Tremonti stimò un passivo compreso tra gli 8,7 e i 9,6 miliardi. Cifra che fornì la base per elaborare il piano di rientro, ovvero il meccanismo studiato dal governo per evitare il dissesto del Campidoglio: grazie a un trasferimento statale di 500 milioni l'anno fino al 2048, il sindaco Alemanno nella sua veste di commissario straordinario (ora sostituito da Domenico Oriani) avrebbe coperto tutti i debiti accumulati dalle gestioni precedenti. Peccato che la lievitazione del "buco" a 12,4 miliardi faccia sballare questi calcoli, facendo aumentare la rata da rimborsare; oppure, in alternativa, allungando il tempo della restituzione. Ipotesi entrambe risultate impercorribili: la prima a causa delle difficoltà finanziarie (tant'è che il fondo statale è stato ridotto a 300 milioni anziché 500); la seconda per l'impossibilità di trovare un solo istituto di credito disposto a spalmare il debito su 70 anni, sino al 2068. Risultato? Buona parte delle poste inizialmente accollate alla gestione commissariale (dagli 1,5 miliardi di linee di credito non ancora attivate al miliardo e 600 di contenziosi per espropri non ancora definiti) sono state stornate. «Il debito chewing gum si commenta da sé», tuona la senatrice Bonino. Al balletto delle cifre, iniziato nell'aprile 2008, continua imperterrito sino a oggi nonostante Alemanno sia stato per due anni commissario con l'incarico di verificare e ripianare il debito. Non solo non ha fatto né l'uno né l'altro, ma ha pure invocato un nuovo commissario: questo è arrivato e siamo punto e a capo». È furiosa la Bonino: «Dopo due anni la capitale d'Italia non sa che debito c'ha, come lo ripaga e come riesce a fare un nuovo bilancio. Nella più totale assenza di trasparenza».



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