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Dalla lama affilata di Bossi alla transizione secondo D'Alema

• da Il Sole24Ore del 16 luglio 2010

di Stefano Folli

La fotografia di un governo che ¬ęperde i pezzi¬Ľ (i ministri e i sottosegretari dimissionari) e che si avvia per questo a un rapido collasso, √® suggestiva, ma poco realistica. La crisi della maggioranza √® tutt'altro che irreversibile e non si decider√† a breve. C'√® un evidente problema di leadership, ma Berlusconi √® ancora in grado di riprendere il controllo del partito e della coalizione. Dipende in primo luogo da lui. Se ci riuscir√†, potr√† garantire al suo governo un orizzonte di medio termine. Quando Bossi evoca la ¬ęspada affilata¬Ľ che √® nel fodero del premier, invitando quest'ultimo a usarla, segnala due punti. Il primo √® che la Lega si sente disorientata: uno scenario confuso e limaccioso, dominato da intrecci giudiziari, risse e paralisi governativa, √® difficile da spiegare all'elettorato del nord. Bossi non pu√≤ permettersi di restare con le mani in mano in attesa degli eventi. Il secondo punto √® che il capo leghista punta ancora su Berlusconi, sulla sua capacit√† d'iniziativa. Ritiene che non ci siano alternative all'attuale equilibrio, il che impone anche di cercare un compromesso con Fini. Solo se e quando, in futuro, il presidente del Consiglio non fosse pi√Ļ in grado di reggere il timone, la Lega cambier√† strategia. Fino ad allora spera che la ¬ęlama affilata¬Ľ risolva d'incanto i problemi. Il rischio, naturalmente, √® che Berlusconi non sappia o non voglia o non riesca ad attuare √¨l rilancio dell'esecutivo. In questo caso il declino sarebbe inesorabile, punteggiato da continui incidenti di percorso e da liti interne. Ma il processo potrebbe essere lungo e lento: senza crolli improvvisi, come si augura l'opposizione. Di conseguenza il centrosinistra, il Partito Democratico, ha l'obbligo di tornare oggi alla politica, definendo una proposta non solo generica, al di l√† degli slogan. Una proposta in grado di tenere il campo nei prossimi due-tre anni. Ieri il quotidiano ¬ęEuropa¬Ľ, redatto sempre con intelligenza, titolava cos√¨ il suo commento: ¬ęPd, offriti per il governo di transizione¬Ľ. Visi leggeva: ¬ęil Pd non pu√≤ limitarsi a dire che cos√¨ non si va avanti... Deve fare un passo in pi√Ļ. Deve annunciare fin d'ora la propria disponibilit√† a promuovere o sostenere qualsiasi soluzione di governo che non preveda Berlusconi a Palazzo Chigi¬Ľ. Nella sua intervista al ¬ęCorriere della Sera¬Ľ Massimo D'Alema ha fatto quel passo in pi√Ļ. Ha precisato di non credere alla ¬ęsoluzione giudiziaria¬Ľ, che di fatto creerebbe al sistema nuovi drammatici problemi. Lo sbocco dell'eventuale crisi deve essere politico e richiede al centrosinistra una capacit√† d'analisi e un dinamismo finora piuttosto carenti. Allo stato delle cose, l'intervento di D'Alema √® il contributo pi√Ļ lucido alla definizione di una proposta del centrosinistra. Con un passaggio significativo. L'ex premier si rende conto che il governo di transizione non pu√≤ nascere contro la volont√† di Berlusconi e del suo partito. Il presidente del Consiglio ha vinto le elezioni del 2008 e la tentazione di provocare lo scioglimento delle Camere lo accompagna sempre. Un governo d'emergenza o di unit√† nazionale, per essere praticabile, pu√≤ prendere forma, in alternativa allo scenario elettorale, solo con il concorso del Pdl. E' l√¨, nel partito di maggioranza relativa, che la partita deve essere giocata. D'Alema non propone un ¬ęgolpe¬Ľ, bens√¨ una soluzione politica. Con il concorso del centrodestra. Ben sapendo che i tempi non sono maturi.



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