Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 23 apr. 2019
  cerca in archivio   RASSEGNA STAMPA
Da vent'anni cerco scuse per delinquenti presunti, ecco perché

• da Il Foglio del 19 luglio 2010

 

Qualcuno dei miei quattro lettori dir√†: ma questo elefantino non fa che trovare scuse, talvolta magari ingegnose o almeno parzialmente convincenti, talvolta grottesche, per giustificare comportamenti indecenti del mondo politico di maggioranza che fa capo al capo del governo Berlusconi e sta dando uno spettacolo indecente di s√©. Una volta √® la cricca di Balducci e Anemone, una volta √® la P3 di Carboni e Verdini, una volta √® l'area mafiosa delle stragi del 1993, una volta √® il giro Bertolaso e Letta, e prima fu per Craxi, Andreotti, insomma c'√® sempre un pretesto politico-culturale da trovare, cesellare e offrire in pasto al pubblico. Che lo faccia per sprezzatura o per salvare la pagnotta, chissenefrega, concluder√† uno dei quattro lettori, ma ormai il gioco √® fin troppo scoperto. Non posso negare, neanche a me stesso, che il mio gioco sia fin troppo scoperto. Non posso negare che ogni tanto ho la tentazione di dire a me e a chi mi legga o mi ascolti: "Adesso basta, non √® che per un contro teorema garantista e politicamente motivato degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta, dalla difesa di Tortora e Sciascia alla difesa di Craxi e Berlusconi, poi si debbano assumere come persone di famiglia quintalate di marrazzoni che ne combinano di ogni tipo". E invece no, queste negazioni liberatorie non voglio e non posso concedermele. Giudicherete voi se sia per voracit√†, insicurezza, infantilismo autolesionista, furberia all'italiana o per altri buoni motivi che non starebbe comunque a me evocare. Chiss√†. Al fondo di questa cagnara scombiccherata, cos√¨ palesemente perdente a fronte della paludata Italia intransigente che censura i comportamenti non ortodossi, alle vongole, e rivendica linearit√† e nitore di comportamento per gli amici, c'√® una convinzione che mi viene dalla mia formazione marxista e materialista, dalla piccola cultura storica che mi sono fatto con qualche maestro buono il cui nome tengo riservato per pudore, dall'esperienza tra politica e giornalismo. La convinzione √® che all'ingrosso il lavoro dei magistrati orientato a ripulire il mondo civile e politico dal malaffare √® segnato da una tendenza antigiuridica che imbroglia le carte e mette sottosopra il giusto e il rovescio. E che senza il diritto bene applicato non c'√® giustizia ma manovra politica e delazione pelosa, perch√© l'area grigia del potere √® universale, e la differenza la fa il modo in cui si orienta una magistratura militante. I pm hanno abbattuto i vecchi partiti con la custodia cautelare in carcere. Appena con il decreto Biondi la mettemmo in discussione come mezzo di indagine, e la custodia cautelare in carcere se intesa come mezzo di indagine √® paragonabile alla tortura, su di noi si abbatt√© una tempesta e presto fummo fatti fuori (parlo del governo del 1994, il primo presieduto da Berlusconi, che aveva vinto le elezioni). In tv i pm confessarono che non bastavano i domiciliaci, che se non potevano sbattere dietro le sbarre gli indagati, e minacciare di tenerli l√¨ a lungo, non aveva senso il loro lavoro: era la logica della decimazione, che tanti lutti e tanto dolore ha prodotto nelle trascurabili vite, ma vite, dei colletti bianchi, cio√® dei politici di partito che avevano bene o male nutrito per decenni (anche con finanziamenti irregolari, parte amnistiati parte no) questa democrazia non populista, conforme a Costituzione, che tutti gli ipocriti mozzorecchi fingono ora di rimpiangere. Oltre all'uso della tortura giudiziaria e alla pratica illegalistica del carcere preventivo, altro tratto belluino che torna da vent'anni, e da vent'anni mi costringe moralmente a stare dalla parte dei presunti delinquenti, c'√® la questione della stampa. Mi piacciono i giornali e le tv, ma il loro unanimismo ideologico, il loro danzare, salvo rarissime eccezioni, il ballo musicato e coreografato dalla cultura intransigente e paragiacobina degli azionisti, questo loro rifiuto sprezzante di ogni correzione liberale al tracciato gogna e galera, tutto questo mi fa ribrezzo. √ą vero che lo schieramento politico di centro destra sopravvissuto con Berlusconi alla grande operazione di pulizia etnica dei primi anni Novanta eccede nello schematismo, nei toni propagandistici, mostra un'incapacit√† evidente o poca voglia di usare le dovute distinzioni e sfumature. √ą vero che a forza di proclamarsi liberali e garantisti, si finisce sulla posizione estrema di "difendere l'indifendibile" (quella che √® per√≤ l'essenza dello spirito liberale secondo i libertari). Ma io continuo a pensare che se Fassino parlando con un banchiere delle coop dice al telefono "abbiamo una banca", non √® un pitreista, √® uno che fa politica. E che se Verdini invita a casa sua una quantit√† di loffioni e di mezze seghe del sottobosco pidduista, e in qualche conversazione intercettata si parla di giudici da promuovere, di Fof√≤ e altri tipetti da mandare avanti in qualche tribunale, b√®, la domanda da farsi, l'inchiesta da scrivere, non √® se sia nata una P3 capace di sradicare la Repubblica (ch√© mi viene francamente da ridere); no, la domanda da farsi √®: ma come si nominano i magistrati in Italia, tra correnti, gilde, corporazioni trasversali e voti incrociati dei Nicola Mancino e dei membri di sinistra del Csm per il Fof√≤ di turno? Ripeto: le intercettazioni, che stanno alla politica del XXI secolo come il carcere-tortura selettivo stava alla politica della fine del secolo scorso, ci dicono chi cena con chi. Ma noi vogliamo sapere chi ha fatto che cosa, e di illegale, e se quel qualcosa sia un reato penale personale o un sistema, una modalit√† di funzionamento della Repubblica dei cugini e dei raccomandati.


IN PRIMO PIANO







  stampa questa pagina invia questa pagina per mail