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Nel Pdl l'accordo è ormai a portata di mano

• da La Discussione del 20 luglio 2010

di si. dal.

 

È la settimana cruciale per le intercettazioni. E per la tenuta del Pdl, che su questo disegno di legge, arrivato alla terza lettura a Montecitorio, sta giocando una delle sue partite più importanti. Questo pomeriggio, in commissione Giustizia, riparte il confronto sugli emendamenti al testo: ne hanno presentati sia il relatore (la finiana Giulia Bongiorno), sia il capogruppo pidiellino Enrico Costa, insieme alla Lega Nord. Una pioggia dì proposte di modifica è arrivata dalle opposizioni (Pd, IdV e Udc), facendo salire il conto ad almeno 600. Il provvedimento è calendarizzato per l'Assemblea il 29 di luglio, una data che, aveva sostenuto la Bongiorno, probabilmente impedirà la chiusura dei lavori della II commissione. L'attenzione è puntata sulle scelte del partito unico. del centrodestra: sono stati depositati 6 emendamenti a nome della maggioranza (sono quelli che vengono incontro alle osservazioni critiche del presidente Giorgio Napolitano, fra cui l'estensione delle ambientali e la questione della proroga) e 5 da parte della relatrice; i finiani hanno intanto detto "no" alla mano tesa di Dario Franceschini, capogruppo del Pd a Montecitorio, che aveva dichiarato la disponibilità a votare i loro emendamenti. Una "trappola" che alla minoranza vicina alla terza carica dello Stato non conviene assecondare, in una fase nella quale, al contrario stanno cercando di ottenere la convergenza di tutto il Pdl sulle proprie A proposte di correzione alla bozza del ddl e di evitare che il provvedimento venga approvato con un ennesimo voto di fiducia prima della pausa estiva. L'ultima parola, ovviamente, spetta a Silvio Berlusconi, indeciso se convocare una manifestazione a sostegno del testo (che lui stesso ha voluto due anni fa per porre un argine all'abuso delle conversazioni private finite sulla stampa) e del governo o favorire il dialogo con i "dissenzienti", evitando la richiesta di blindatura. Un imminente vertice fra il premier ed il Guardasigilli Angelino Alfano viene indicato come il luogo in cui si scioglieranno gli ultimi nodi e nel centrodestra potrà scoppiare la pace. Nel frattempo, per il ministro della Difesa Ignazio La Russa quella sulle intercettazioni è una buona legge che «deve garantire la possibilità di tutte le indagini, specie quelle contro alla criminalità organizzata, ma deve anche garantire la privacy di cittadini che non sono colpevoli di nessun reato», ribadendo che l'apparato normativo non menomerà i mezzi per contrastare la criminalità. «Per quanto riguarda la criminalità organizzata, la 'ndrangheta, la camorra ha detto - fin dall'inizio è stato detto che il provvedimento legislativo che riguarda le intercettazioni deve escludere la possibilità che vi siano tagli in questo campo. Non bisogna, però, arrivare a sostenere che non serva una legge che regolamenti il diritto dei giornalisti a scrivere di cittadini che non sono indagati, di cose che non riguardano minimamente la criminalità organizzata, né semplice Infine, un deputato del Pdl ha presentato un emendamento al ddl intercettazioni per introdurre la figura del responsabile della segretezza. «Ho presentato un emendamento al ddl intercettazioni - dice Pépe a Radio Radicale - che mira ad individuare una figura responsabile del procedimento, come avviene normalmente in altri settori della vita pubblica, e che sia anche responsabile della segretezza delle indagini. In modo chiosa il parlamentare del centrodestra - che ogni qualvolta ci sia violazione della segretezza si sa chi è che ne risponde».


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