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Un omaggio a Mario Pannunzio

• da l'Avanti! del 21 luglio 2010

Mario Pannunzio (1910-1968) raccontato da nove voci molto diverse tra loro. In occasione del centenario della nascita di uno dei protagonisti della cultura e dei giornalismo del Novecento, esce il libro "Mario Pannunzio. Da Longanesi al 'Mondo'‚ÄĚ (Rubbettino), curato da Pier Franco Quaglieni, fondatore nel 1968 a Torino con Arrigo Olivetti e Mario Soldati del Centro Pannunzio di cui √® direttore generale. "Quella di dare spazio a diverse testimonianze di studiosi √® una formula ripresa proprio dal 'Mondo', su cui scrissero uomini di cultura di estrazione politico-culturale persino in conflitto", ha spiegato Quaglieni al Velino. E dal "Mondo", il settimanale fondato e diretto da Pannunzio dal 1949 al 1966, il volume riprende anche un secondo aspetto: quello di mettere insieme firme notissime e firme meno note, ma parimenti meritevoli. "Non √® un libro a tesi - ha precisato Quaglieni -, semmai intende smontare tutte le vulgate e le leggende attorno a Pannunzio. Non √® una semplice biografia, ma un tentativo di riflessione storico-politica che va al di l√† della ricorrenza del centenario. Ed √® un libro che dimostra che Pannunzio non si limitava ad andare la sera ai caff√® di via Veneto, anche se Scalfati viene pi√Ļ volte citato". Il libro si apre con un intervento di Pierluigi Battista sulla contesa eredit√† pannunziana, si sofferma con un lungo saggio di Marcello Staglieno sui rapporti, poco studiati, tra Longanesi e Pannunzio, per poi continuare con un penetrante saggio di Carla Solini dell'universit√† di Firenze sull'amicizia feconda tra Arrigo Benedetti e il fondatore del "Mondo", tema altrettanto scarsamente considerato. Girolamo Cotroneo dell'universit√† di Messina d√† un giudizio distaccato sul celebre saggio di Pannunzio su Tocqueville, spesso citato, ma pi√Ļ spesso non letto in modo adeguato. Mirella Serri, invece, autrice de "I profeti disarmati", riprende il tema del suo libro, tratteggiando la figura di Pannunzio direttore di "Risorgimento liberale". Lo storico della filosofia Gugliemo Gallino, in un corposo saggio, affronta il tema fondamentale del rapporto tra Croce e Pannunzio, mentre Angiolo Bandinelli, figura storica dei Partito radicale, scrive del rapporto di Pannunzio con i radicali mettendo in evidenza aspetti che possono apparire sorprendenti. Quaglieni, che nell'introduzione evidenzia il filo rosso che lega i diversi contributi pubblicati nel volume, rievoca l'avventura del "Mondo". Infine il libro si conclude con un inedito di Mario Soldati di un certo valore storico testimoniale. "Era necessario scrivere di Pannunzio senza ripetere le solite tiritere e gli ormai intollerabili luoghi comuni", ha spiegato Quaglieni che ha aggiunto: "Un noto storico ha scritto qualche giorno fa su Repubblica che sarebbe stato un merito aver scritto che Pannunzio volle nella sua bara una copia dei 'Promessi sposi' di Manzoni. Io lo scrissi circa quarant'anni fa, spiegando anche le implicazioni che quella scelta significava: √® un'indicazione dell'ignoranza che circonda Pannunzio e anche di quello che di serio √® stato scritto in passato". Il volume vuole soprattutto offrire ai giovani una opportunit√† di conoscere il fondatore del "Mondo". Da qui la . scelta del carattere di stampa piccolo che ha consentito un prezzo contenuto. Quaglieni ha ricevuto parecchie lettere e osservazioni sul lavoro da lui curato. "Ancora prima che uscisse - racconta -, ricevetti la valutazione di Igor Man, dispiaciuto di non poter aggiungere un proprio contributo. Mi disse: '√Č un libro che sarebbe piaciuto a Pannunzio'. Proprio stamattina ho invece ricevuto un'affettuosa lettera di Lidia Croce Herling, in cui mette in evidenza 'la variet√† e la profondit√† degli interventi'. E ancora, Camillo Olivetti, figlio dell'editore del 'Mondo' ha scritto che 'il libro va oltre il centenario perch√© non intende x celebrare, ma contribuire a far conoscere chi √® stato davvero Pannunzio"'. Ha commentato Quaglieni: "Spero che siano giudizi corrispondenti al vero e non solo apprezzamenti di amici troppo generosi".

 



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