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Regione, il ?pasticcio? delle commissioni

• da La Repubblica ? cronaca di Roma del 21 luglio 2010

di Chiara Righetti

L'ultima «frittata» di Renata Polverini si chiama Roberto Carlino. Si, proprio l' immobiliarista di provata fede Udc, eletto alla Pisana nel listino. Quello che ogni giorno, dai microfoni di tutte le radio locali, assicura: «Non vendo sogni, ma solide realtà». E che ieri ha realizzato il suo sogno: è stato eletto alla guida della commissione regionale Ambiente. Una frittata annunciata, frutto di settimane di trattative, ma che ha suscitato comunque un vespaio di polemiche. «Più che di "commissione" si dovrebbe parlare di "commistione" - affonda l'Idv Stefano Pedica - Dopo gli avvocati dei mafiosi all'antimafia e le veline alle pari opportunità, ora abbiamo un palazzinaro a salvaguardia dell'ambiente». E se il capogruppo centrista Carducci getta acqua sul fuoco, assicurando che «Carlino è stato scelto perché serio e competente», Bonelli (Verdi) e Fabio Nobile (Fds) denunciano un conflitto di interessi «grande comune una casa». Mentre l'ex assessore di Sel Filiberto Zaratti afferma: «È una scelta che non sorprende, in linea con la loro idea di ambiente». Ma fra le 48 poltrone assegnate ieri in Consiglio regionale (16 presidenti di commissione, 32 vicepresidenti) c'è un posto d'onore anche perla giovanissima protetta del premier: la 29enne Veronica Cappellaro. Nel suo curriculum politico l'unica esperienza di spicco è quella da consigliere nel secondo municipio (Parioli). Poi una candidatura, ma agli ultimi posti, alle politiche del 2008. A ripescarla quest'anno è stato lo stesso Berlusconi, che si è imposto per collocarla nel listino bloccato a danno dell'altra protetta eccellente, Fabiana Santini. L'ex segretaria di Scajola si è poi rifatta con un assessorato, poco male per Veronica di cui gli amici di partito raccontano che cercasse più che altro «un lavoro poco impegnativo, dato che ho due bambini». L'intero quadro delle commissioni permanenti si è composto senza grosse sorprese. Sono sette quelle assegnate al Pdl, che piazza il capogruppo Fiorito al Bilancio, cinque alla lista Polverini. Che ha rispolverato una "fuoriuscita" della giunta Marrazzo, Alessandra Mandarelli, per assegnarle la poltrona più importante: la Sanità. Mentre Olimpia Tarzia, dopo essersi più volte - ma invano - candidata per un posto in giunta regionale guiderà la commissione Scuola. Alla voce compensazioni non stupisce l'elezione di Francesco Battistoni all'Agricoltura: gli era stata promessa quando ha lasciato, dopo neanche due mesi e senza una lamentela, l'assessorato omonimo per far spazio all'Udc. Ha rifiutato invece contentini l'altro defenestrato, il reatino Cicchetti. I centristi, dopo il rimpasto lampo, hanno ridimensionato le loro pretese: al fianco di Carlino c'è solo lo "Sbardella junior" agli Affari costituzionali e statutari. La Destra di Storace ha invece messo il cappello su un'unica poltrona, ma strategica: l'Urbanistica, che sarà guidata da Buonasorte, in utile tandem con l'assessore alla Casa Buontempo. Sulla commissione assegnata per statuto all'opposizione, quella sul pluralismo dell'informazione, i Radicali - che avevano candidato Rossodivita - denunciano "l'inciucio" Pd-Idv Pdl che ha portato all'elezione del democratico Scalia. E il malumore interno all'opposizione somiglia a una spaccatura vera e propria. Da un lato ci sono Pd e Idv. Dall'altro Sel, lista Bovino-Pannella, Fds, Verdi, Socialisti e Lista civica. Che, vista «l'incomprensibile scelta» dei partiti maggiori di «stabilire un rapporto collaborativo con la maggioranza Polverini», si dicono pronti «a farsi carico del compito di fare opposizione in questa Regione».



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