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Da Pd e dipietristi attacchi a Caliendo

• da Secolo d'Italia del 21 luglio 2010

di Roberto Milana

Una mozione di sfiducia del Pd e una dell'Italia dei Valori. Contro il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo l'opposizione tenta un attacco concentrico. Ieri in Commissione Giustizia alla Camera il partito di Bersani ha apertamente contestato Caliendo. ritenendo inopportuna la sua partecipazione ai lavori sul ddl intercettazioni visto il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla cosiddetta P3. La questione è stata avanzata a inizio seduta dal capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio, Donatella Ferranti. Una contestazione che ha visto il Pdl compatto nella reazione. «Si è trattata solo di una brutta strumentalizzazione politica - commenta il capogruppo del partito in Commissione Enrico Costa - è davvero una brutta pagina». «Il capogruppo del Pd Donatella Ferranti - attacca Costa - ha voluto creare una lesione in Commissione piuttosto significativa. In Commissione Giustizia, infatti, abbiamo sempre lavorato seriamente sui provvedimenti e ci siamo sempre tolte le casacche del pregiudizio. Ed è forse per questo che abbiamo sempre ottenuto ottimi risultati sull'esame dei provvedimenti. Ora lei, con questo attacco strumentale a Caliendo, ha voluto creare una lesione a tutto questo equilibrio che avevamo raggiunto». Anche Consolo attacca Pd e Idv che «contando su una nostra ingenuità, avevano chiesto la trasmissione televisiva a circuito chiuso per poter avere un ampio palcoscenico dal quale chiedere l'astensione del sottosegretario Caliendo per inesistenti motivi di opportunità in questo così importante provvedimento». Sulla diffusione audio video della seduta i Radicali hanno montato una protesta e ieri hanno mandato in onda integralmente la seduta su Radio Radicale grazie «a un'intercettazione della seduta», così come annunciato dalla deputata pannelliana eletta nelle liste Pd, Rita Bernardini. Una scelta che non è piaciuta neanche all'Udc. «Noi non abbiamo partecipato alle azioni di protesta», spiega Roberto Rao, sottolineando la presa di distanza del suo partito dalla richiesta del Pd. «Non abbiamo ritenuto spiega il deputato centrista - che fosse questa la sede per parlare delle vicende che riguardano Caliendo. In commissione, infatti, all'ordine del giorno c'era la riforma delle intercettazioni». Una presa di posizione, quella del Pd che Luigi Vitali, componente della consulta Giustizia del Pdl considera un errore tattico. «A parte l'attacco volgare e strumentale al sottosegretario Caliendo - prosegue Vitali - l'onorevole Ferranti ha continuato a contestare il ddl sulle intercettazioni anche alla luce dell'emendamento del governo. Tanto il pregiudizio che anima il capogruppo e i componenti del Pd e dell'Idv, che non si sono accorti che il testo definitivo sulle intercettazioni ha praticamente accolto tutte le osservazioni dell'opposizione, dei magistrati e dei giornalisti». In difesa di Caliendo interviene anche l'ex sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino: «Invece di riflettere insieme su quelle che sono le esigenze più pressanti del Paese, si cerca di crocifiggere un gentiluomo che per decenni ha onorato la magistratura e che adesso con competenza e profondo senso dello Stato si è dedicato alla politica». Ieri in Senato l'Italia dei Valori ha chiesto ma non ottenuto di discutere la mozione di sfiducia a Caliendo. Il capogruppo dell'IdV Felice Belisario ha detto che il presidente del Senato «si è riservato» una decisione ma l'Idv tornerà alla carica già alla prossima conferenza.

 



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