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Afghanistan, finanziamenti con brivido

• da La Discussione del 22 luglio 2010

di Fabiana Cusimana

Nuova gatta da pelare per l'esecutivo. Ieri, durante una maratona politica di due ore alla Camera, il governo è infatti andato "sotto" per ben due volte di fila. Il momento di defaillance si è avuto nel corso della discussione alla Camera del decreto legge sulla proroga del finanziamento alle missioni militari internazionali. Anche se, alla fine, il governo è comunque riuscito a far passare il pacchetto, dovendo però accogliere le proposte della minoranza. Fatale è stato l'assenteismo. L'opposizione era presente mediamente al 90 per cento, mentre tra le fila del Pdl non hanno partecipato al voto 75 deputati (43 in missione e 32 assenti) e nella Lega ci sono state 9 defezioni (6 deputati in missione e 3 assenti). Tra le assenze spiccano quelle del ministro della Difesa Ignazio La Russa (a Londra per un vertice con il ministro della Difesa inglese) e il presidente della Commissione Difesa della Camera Edmondo Cirielli, Pdl. La maggioranza è stata battuta su due emendamenti del Pd - sui quali l'esecutivo aveva dato parere contrario - entrambi tecnici e che non modificano la proroga delle missioni. Di fronte alle difficoltà, la maggioranza ha provato a chiedere la sospensione dei lavori, ma l'Assemblea di Montecitorio ha respinto tale richiesta. A chiedere dopo l'«uno-due», la sospensione dei lavori era stato il presidente della Commissione Esteri Stefano Stefani, ma il Pdl non è riuscito a far sì che la sua proposta fosse accettata. Il primo emendamento è passato con quattro voti di scarto: 258 sì e 254 no, più un astenuto. Sul secondo emendamento, invece, i voti di scarto sono stati solo due: 256 i sì e 254 i no, con tre astenuti. Il primo (primo firmatario Mario Barbi, Pd) esclude la natura regolamentare dei decreti per il coordinamento delle missioni. Il secondo (primo firmatario Francesco Tempestini) specifica una competenza in capo a una direzione generale del ministero degli Esteri. Nonostante l'impasse, la Camera dei deputati ha comunque approvato a larghissima maggioranza la conversione in legge del decreto che proroga il finanziamento alle missioni internazionali (fino al 31 dicembre) delle Forze Armate, in particolare quella in Afghanistan. I sì sono stati 484, 25 i voti contrari e 11 gli astenuti. Non sono riusciti a bloccarlo né il "no" dell'Italia dei valori, né l'astensione di Pd e Radicali. Il decreto conferma per i prossimi sei mesi le spese necessarie al mantenimento della missione, pari a 364 milioni di euro, con un aumento di 55 milioni euro rispetto alla cifra stanziata nel primo semestre dell'anno. Aumento divenuto necessario in seguito alla decisione presa dal governo di portare in Afghanistan altri 700 militari. In Afghanistan l'Italia è attualmente presente con 3.790 uomini, 777 mezzi terrestri e 32 aeromobili. Tra le innovazioni introdotte a Montecitorio rispetto al testo iniziale, oltre ai due emendamenti del Pd, l'assegnazione diretta (come già accade per le polizie civili) del contributo Ue ai carabinieri impegnati nella missione Eupm in Bosnia, grazie a un emendamento di Giuseppe Moles; l'assegnazione di 250mila euro al Comitato Atlantico italiano; un trattamento più favorevole per licenze e congedi per i militari impegnati nelle missioni. Dopo il via libera bipartisan di Montecitorio, il testo passa ora al Senato.



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