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«Stupratori . e pedofili sono come i mafiosi»

• da La Discussione del 23 luglio 2010

di Adolfo Spezzaferro

La Consulta stavolta l'ha fatta grossa. In nome della Costituzione, s'intende. Dopo lo sdegno del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che mercoledì ha condannato a caldo la sentenza contro il carcere automatico per stupri e violenze sessuali sui minori perché «non esiste e non possiamo accettare una classifica della brutalità», ieri la maggioranza ha duramente criticato la decisione della Corte Costituzionale di annullare la galera automatica per stupratori e pedofili.' «Lo stupro non è meno grave dei delitti di mafia», sottolinea Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del Pdl, rigettando così la decisione della Consulta. «Quando approvammo la norma sull'obbligo di custodia cautelare in carcere degli stupratori, così come avviene per i reati di mafia, lo facemmo con una precisa filosofia: andare a colpire una tipologia di reato di grande allarme sociale», spiega la Saltamartini. «E in effetti la violenza sessuale, a nostro avviso, è un delitto talmente atroce e inaccettabile da potersi equiparare, come impatto sui cittadini, ai reati della criminalità organizzata. Ciò, soprattutto in un momento in cui le aggressioni a sfondo sessuale riempiono drammaticamente le pagine di cronaca nera dei giornali.. Dunque, comprendiamo davvero poco la bocciatura arrivata dalla Corte Costituzionale, anche perché rischia di aprire un pericoloso precedente anche per quanto riguarda il regime delle misure cautelari dei reati di mafia». Per Carolina Lussana, vicepresidente del Gruppo della Lega Nord alla Camera, «ancora una volta purtroppo, con questa sentenza, la magistratura si dimostra lontana dal sentire e dalla volontà della gente che, come ci ha mostrato_più volte, chiede tolleranza zero contro i crimini sessuali. Siamo stufi di sentenze che cancellando norme approvate tra l'altro all'unanimità dal Parlamento di fatto disattendono la volontà popolare». Dura anche la reazione di Souad Sbai: «Si tratta di un intervento disastroso e catastrofico che umilia, viola .e mortifica una volta di più le vittime degli abusi sessuali. Quale genitore, e non solo, accetterebbe un simile orientamento? Anziché prevedere e inasprire la custodia cautelare per reati tanto mostruosi da lasciare ferite inguaribili nelle-vittime che li hanno subiti, la Consulta lascia che donne e bambini muoiano una seconda volta! Un tale atteggiamento lassista da organi che dovrebbero garantire la certezza della pena e il corretto corso della giustizia è incomprensibile anche per gli addetti ai lavori e ha come effetto quello di allontanare i cittadini dalle istituzioni». Poi la Sbai assicura che il governo e la maggioranza faranno di tutto per far sì che il pronunciamento della Consulta venga rivisto. Avvocato dei diavolo, invece, è Rita Bernardini, deputato radicale eletto nel Pd, che afferma: «Trovo ineccepibile la sentenza, anche la persona accusata di un reato di violenza sessuale è presunto innocente fino a giudizio definitivo, proprio come qualsiasi altro cittadino». Per la Bernardini è quindi poco democratico legiferare in base alle reazioni di piazza, non rispettando lo Stato di diritto.



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