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Caro professor Veronesi: il nucleare non fa per lei

• da Il Giornale del 26 luglio 2010

di Mario Capanna

Pescare nel lago altrui è un esercizio praticato spesso dalla politica. Così non sorprende la voglia del centrodestra di nominare Umberto Veronesi presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. E il Pd, come di consueto, si è spaccato: Bersani contrario, Enrico Letta favorevole. Volutamente trascuro i risvolti politici del caso («tradimento» da parte dell'interessato, richiesta di sue dimissioni dal Senato ecc.): mi concentro sulle questioni di merito e competenza. Conosco bene il professor Veronesi: ci siamo incontrati (e abbiamo lungamente discusso) poco tempo fa, e fra noi è pure intercorso un carteggio. Come oncologo ritengo che gli vada riconosciuta stima piena. Fa acqua, invece, come sostenitore del nucleare e degli Ogm, campi che esulano dalle sue competenze, nei quali, infatti, prende spesso fischi per fiaschi. Esempio: pasdaran del transgenico, ha dichiarato all'Ansa, il 4 maggio 2005, che, grazie al golden vice e ai suoi precursori della vitamina A, «è sparita, nei bambini cinesi, la cecità dovuta a questo problema». Peccato che quel riso non è, ancora oggi, in commercio, e nessun bambino, né cinese né di altro paese, ha mai potuto cibarsene. Ometto, per generosità filantropica, altre citazioni del tutto infondate. Sul nucleare: nell'intervista a Repubblica Veronesi ha sostenuto che «in questo momento non c'è nessuna alternativa» e che «le potenzialità del solare sono molto elevate, ma la tecnologia è in ritardo [il premio Nobel Rubbia è di ben altro avviso] e i soldi per accelerarla non ci sono». Non lo sfiora l'idea che ce ne sarebbero a iosa, se non venissero buttati nel pozzo atomico e nella scemenza del Ponte di Messina. Inoltre: le centrali elettronucleari producono scorie di plutonio, materiale che non esiste in natura e ha tempi di dimezzamento della radioattività pari a 24.300 anni - resta dunque altamente inquinante per 240.000 anni. Vorrebbe, l'illustre oncologo, dire gentilmente dove le conserveremmo, in condizioni di reale sicurezza, in un paese ad alta sismicità come il nostro? Veronesi si ama molto: così dimentica che la scienza non è mai neutra. Compito dello scienziato - e del politico - è di tenere sempre ben presenti le conseguenze di lungo periodo delle proprie scelte. «Il saggio», diceva un grande spirito dell'antichità, «deve prevedere, e non pentirsi». Su una materia così delicata, è decisivo non sbagliare.



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