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mer 26 lug. 2017
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Fiat in Serbia/Manfredi: Oggi governo e Lega sono sul pezzo ma nel 1994 (con i serbi sotto embargo a Torino) dormivano.

26 luglio 2010

Il 28 novembre 1994 una delegazione d’affari serba venne a Torino e si incontrò con i vertici FIAT. La delegazione, accompagnata da Gian Nicolino Narducci (console a Milano per la Serbia), era composta da: Dragan Tomic (presidente Parlamento e Presidente Jugopetrol), Jovan Zebic (Vice Presidente e Ministro delle Finanze Federali), Tomica Raicevic (Ministro Federale della Programmazione), Goran Marcovic (Direttore commerciale Jugopetrol).

 

Allora era in vigore un embargo economico dell’ONU nei confronti della Repubblica Federale di Serbia e Montenegro (D.L. 305/92, convertito in L. 7 agosto 10992, n. 355 ed integrato dal D.L: 144/93 convertito in L. 16 luglio 1993, n. 230).

 

I radicali torinesi riuscirono ad evitare che la delegazione serba fosse ricevuta dal sindaco di Torino, Valentino Castellani. Il 30 novembre 1994 manifestarono in Piazza Castello contro la presenza in città dei serbi di Milosevic e furono ricevuti dal prefetto Claudio Gelati, a cui chiesero di estendere al governo centrale il seguente interrogativo: “In che misura gli affari che in questi giorni si stanno trattando a Torino sono violazioni di una legge dello Stato e di un fondamentale accordo internazionale, l’embargo alla Serbia, cui anche l’Italia deve attenersi?”. La domanda rimase senza risposta.

 

Il governo dell’epoca era il Berlusconi I; ministro degli Interni era, allora come ora, il leghista Roberto Maroni (che era anche vice-presidente del Consiglio).

 

Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani):

 

“Noto un attivismo sia del governo centrale sia del governo regionale rispetto ai rapporti della FIAT con il governo democratico serbo. E’ un vero peccato che quando gli interlocutori serbi erano rappresentati dagli uomini di Milosevic non vi fu da parte del governo Berlusconi di allora alcuna reazione, tantomeno dagli esponenti della Lega Nord … d’altra parte, lo stesso Umberto Bossi ci tenne a rimarcare, quando già Milosevic era ricercato dal Tribunale dell’Aja, che “Meglio Milosevic che Culosevic!”.

 

http://www.associazioneaglietta.it/serbia.html



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