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PROVETTA STRANIERA PER LE COPPIE STERILI

13 febbraio 2004

A Nova Gorica sta per partire un centro in collaborazione con Bologna. Si son fatti avanti già in duecento

Quando la legge sulla fecondazione assistita entrerà in vigore, dopo la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione, i sui effetti si ripercuoteranno sull'attività di tutti i centri, tra cui quello di Udine alla Casa di cura di viale Venezia. A Udine, ad esempio, veniva praticata la donazione volontaria e anonima degli ovociti da parte delle donne che ne ottenevano in soprannumero e non si potrà più fare. E potranno essere creati non più di tre embrioni per ogni trattamento che dovranno essere tutti utilizzati.

Per le coppie non fertili questi ultimi sono stati mesi estenuanti, vissuti in uno stato di tensione continua, con la paura di non farcela. Una corsa contro il tempo. Fin dall'inizio era stato detto: le nuove norme costringeranno le coppie ad emigrare all'estero. Facile profezia in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia dove la provetta straniera è a portata di mano. In Carinzia sono operative due cliniche e una di queste ha una clientela anche italiana: «Vengono espletati tutti i metodi per la cura della sterilità. Inseminazione omologa ed eterologa, metodo classico della fecondazione in vitro e iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi» illustra il sito Internet. Le coppie italiane si recano da anni anche a Lubiana ma c'è una novità: in breve tempo anche un'altra struttura sarà lanciata all'Ospedale "Dr. Franc Derganc" di Sempeter, a Nova Gorica, a un tiro di schioppo in linea d'area dall'ospedale di Gorizia. «La procedura per ottenere l'autorizzazione è stata avviata da tempo e siamo in dirittura d'arrivo» precisa Marco Gergolet, monfalconese, responsabile del centro, intanto sono già possibili gli esami e l'attività propedeutica alla fecondazione. È aumentata la richiesta negli ultimi tempi? «È aumentata "notevolissimamente" perchè le coppie non attendevano con grande speranza l'ultimo voto alla Camera. Abbiamo circa 200 coppie che hanno espresso interesse all'attività del nostro centro, provenienti anche da tutto il Triveneto, e speriamo di poter essere operativi subito dopo l'estate. Costituiremo una joint venture con il Sismer di Bologna che fa capo a Luca Gianaroli, uno dei centri italiani più importanti, e questa collaborazione renderà possibile anche la diagnosi genetica preimpianto. Saremo il primo centro in Slovenia a praticarla e ciò è fondamentale soprattutto per le coppie perfettamente fertili ma che siano portatrici di patologie come fibrosi cistica o distrofia muscolare. Attraverso una biopsia potremmo esaminare gli embrioni generati in vitro per appurarne le condizioni prima dell'impianto». Uno dei punti più duramente osteggiati della normativa italiana stabilisce che l'impianto deve essere eseguito in ogni caso quindi la fuga oltre confine di queste famiglie è più che scontata.

I costi? «Crediamo del 10-20 per cento più bassi» risponde Gergolet. Per ottenere il trattamento non si guarderà allo "stato civile" ma il consenso informato dovrà essere prestato dai due partner e non saranno ammessi single. Per le coppie della nostra regione potrebbe aprirsi anche una possibilità inedita: «Si parla di intese in ambito sanitario a cavallo del confine


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