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CARCERI:I RADICALI NELLE CARCERI PER RACCOLTA FIRME (Ansa)

4 gennaio 2002

I DETENUTI MOBILITATI PER 25 NUOVE PROPOSTE DI LEGGE

Da un lancio dell'Ansa delle ore 15,19

ROMA, 4 GENNAIO 2002 Milano, Roma, Firenze, Bologna, Udine e Trieste: prende il via domani dalle carceri di queste sei
citta' una campagna promossa dai Radicali di raccolta di firme per 25 proposte di legge di iniziativa popolare, cinque dedicate a temi della giustizia.

La campagna, presentata questa mattina a Roma nel corso di una conferenza stampa, proseguira' in altre citta' italiane per tutto gennaio (la raccolta delle 50 mila firme al di fuori si concludera', invece, a fine febbraio) con l'ambizioso obiettivo di coprire tutti i 250 istituti di pena sparsi sul nostro territorio, dove sono rinchiusi 58 mila detenuti, il 45 per cento dei quali e' ancora in attesa di giudizio ed e' quindi nella condizione di esercitare un proprio diritto.

''Si tratta - ha spiegato l'euro parlamentare della Lista
Bonino, Benedetto Della Vedova - di un progetto di riforma per il Paese, una sorta di tabella di marcia che un governo liberale al quale interessi raggiungere standard di maggior civilta' e liberta' per tutti i cittadini dovrebbe cercare di assumere come propria''. ''Sono decine di migliaia i detenuti che non hanno perso i diritti costituzionali - ha detto il direttore del carcere romano di Rebibbia, Massimo Di Rienzo, intervenuto alla conferenza stampa a sostegno dell'iniziativa - la campagna
voluta dai radicali offre loro la possibilita' di continuare a partecipare alla vita democratica del Paese, in un cotesto rieducativo che apre le carceri alla societa' civile''.

Con le cinque proposte di legge sulla giustizia i radicali chiedono l'abolizione dell'obbligatorieta' dell'azione penale, la separazione delle carriere dei magistrati, la riduzione dei termini di custodia cautelare e la semplificazione delle procedure in materia di liberazione anticipata ed infine una proposta riguarda la responsabilita' civile dei magistrati. Ma le proposte non si fermano qui: ai detenuti, grazie ai quali i radicali sperano di poter raccogliere intorno alle 10 mila firme, ''restituendo a ciascuno che firmera' - ha Detto Natale D'Amico, vicepresidente del gruppo Margherita al Senato - parte della propria dignita' di cittadini'', sara' chiesto di mobilitarsi per questioni quali l'eutanasia, la prostituzione, la droga, la clonazione terapeutica, per le quali i radicali tornano a chiedere la legalizzazione, ma anche per l'abolizione delle pensioni di anzianita' o dell'otto per mille alla Chiesa cattolica.

Da domani, dunque, le carceri si apriranno alla politica come ha detto Luca Coscioni, presidente dei radicali italiani, non solo per aderire o meno ad un'iniziativa, ma per dire anche che tipo di carceri vogliamo. La raccolta di firme sara' compiuta da volontari (i radicali hanno lanciato un appello) e da un autenticatore.


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