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Fermate l'ayatollah Sirchia

• da Libero del 13 agosto 2004, pag. 1

di Daniele Capezzone

Caro Direttore, amico Vittorio,

ti ringrazio due volte: non solo per l’opportunità che mi offri di dare conto della nostra posizione ed iniziativa politica, ma anche perché mi consenti di scusarmi con il Ministro della Sanità Sirchia. Effettivamente, per qualche giorno, con i miei amici e compagni radicali, l’abbiamo definito un “mullah”, “il mullah Girolamo”. Grave errore, da matita blu. E ne voglio fare ammenda: perché chiamarlo “mullah” significa degradarlo, e negargli quel che davvero merita, cioè l’appellativo di “Ayatollah”. Suona bene, mi pare: Ayatollah Al-Sirkh, o Al-Sirkhiani…Degradarlo a “mullah”, infatti, è stato come scambiare un bel cardinalone per un pretino qualunque…

Fuor di scherzo, scrivo così perché desta in me una certa impressione il contrasto tra questo suo aspetto di zio buono, di vecchio e rassicurante medico di famiglia, con il suo candido camice bianco, e la naturalezza con cui -invece- tira fuori proposte di una intolleranza letteralmente talebana. Vengo tra poco all’aborto, e lascio da parte (per oggi) fecondazione assistita, coppie di fatto e divorzio breve (detto tra parentesi, caro Direttore, perché i tuoi amici polisti che hanno affossato il divorzio breve sono tutti separati, risposati, o qualcosa del genere? Effettivamente amano molto la “famiglia”: tant’è vero che ne hanno almeno due a testa…). Mi limito solo a citare altre due prodezze dell’Ayatollah. Intanto, ti è parsa una buona idea la crociata anti-fumo? Quanti voti ha fruttato, secondo te, la vocina di Al-Sirkh che spiega ai viaggiatori degli Eurostar che non possono fumare in treno? Oppure: ti pare geniale l’altra crociata contro gli obesi a base di spot pro-mezze porzioni? Ma lo sai che si attribuiscono al Nostro progetti di penalizzazione degli obesi nell’accesso al Servizio sanitario nazionale? Insomma, ti pare liberale che sia lo Stato a stabilire se puoi farti lasagne e Lambrusco? Fermiamolo, finché siamo in tempo, anche perché -come gli ho già scritto- sbagliare è umano, ma perseverare è sirchiano.

Vengo all’aborto. Hai già avuto tu stesso la serietà e la chiarezza di ricordare che, con la legalizzazione, gli aborti legali sono crollati (dal 1982 ad oggi) ben del 44%. Ti dirò di più: anche gli aborti clandestini sono stati quasi azzerati: dal 1983 al 2000, sono scesi da 100mila a 21mila (meno 79%). Ora, scusami, se mettiamo un ticket per il secondo aborto -poniamo- di 1000 euro, secondo te non si trova qualche sciagurato disposto a praticarlo per 500 o 600 ad una donna, magari immigrata, che ne ha bisogno e che non avrà modo di scegliere? Davvero vogliamo rilanciare le mammane?

E ancora. Siccome, da liberale, sono d’accordo con te con la necessità di ridurre la spesa pubblica, perché non facciamo due o tre cose che sarebbero letteralmente a costo zero? Primo: si faccia partire una grande campagna informativa sulla contraccezione. Perché, nella televisione italiana, la parola “preservativo” è praticamente bandita, e ogni giorno ci ritroviamo con le prediche dei don Mazzi, don Benzi, don Gelmini e via salmodiando? Secondo: perché non si fa circolare quella “pillola del giorno dopo” che risolverebbe tante situazioni delicate? Terzo: perché non si toglie il bando a quella Ru 486 (il cosiddetto “aborto farmacologico”) che è consentita in tutta Europa (ripeto: in tutta Europa) tranne che in Italia? Davvero le donne italiane devono essere trattate da donne vaticane? Pensaci, amico Direttore: spenderemmo meno, le donne non dovrebbero più affrontare il trauma dell’aborto chirurgico, e vivremmo in una condizione un po’ meno…da burqa.

Io, caro Direttore, conto su di te. Diglielo, a questi del Polo. Pannella non smette di ricordare che, nel 1974, il “ticket” Fanfani-Almirante, nel referendum sul divorzio, ottenne a mala pena il 41% contro il 59%. Non gli sorge il dubbio che, trent’anni dopo, se danno retta all’Ayatollah brianzolo, si ritroveranno con uno “score” di 21 contro 79?

Sia chiaro, in ogni caso. La cosiddetta sinistra c’ha poco da sbraitare. Un Ministro liberale l’avevano, il buon Veronesi. Dopo di che, il lunedì lo insultava la Bindi, il martedì Castagnetti, il mercoledì Rutelli, il giovedì tutti e tre insieme, e il venerdì quello se n’è (giustamente) andato. Morale: hanno perso un liberale, e si tengono suor Livia (Turco). Auguri. E, caro Direttore, non scordarti di firmare il referendum radicale sulla fecondazione, mi raccomando! Se no, la dai vinta a don Piero (Fassino, non Gelmini), che ha già promesso a un po’ di vescovoni che i Ds non si impegneranno granché su questo…



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