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lun 18 mar. 2019
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Attuato il «rifiuto del carrello» a colazione. Raccolta di firme per i referendum
Anche la casa circondariale triestina ha aderito alla manifestazione non violenta per protestare contro le condizioni carcerarie. Al Coroneo i detenuti respingono il cibo.«Banchetto» interno organizzato da radicali e Rifondazione. Il direttore Sbriglia: «Necessaria una profonda riforma del sistema».

• da Il Piccolo del 23 agosto 2004, pag. 12

I detenuti del Coroneo ieri mattina hanno rifiutato la colazione in segno di protesta per le condizioni carcerarie, aderendo alla manifestazione "non violenza e digiuno" promossa dai radicali in 38 istituti di pena italiani. La manifestazione era abbinata alla raccolta di firme per il referendum sulla fecondazione assistita e per altre quattro consultazioni popolari in collaborazione con tutte le forze del Centrosinistra. Il "rifiuto del carrello", come si definisce il gesto di respingere la prima colazione, ha avuto un'adesione molto alta, secondo la delegazione dei promotori che si è recata ieri al Coroneo per raccogliere le firme, e che era composta da Dennis Visioli di Rifondazione comunista e da Marco Gentili e Alessandro Mendizza dei radicali. "Grazie alla buona collaborazione delle autorità – racconta Visioli - abbiamo potuto organizzare la raccolta di firme all'interno dell'istituto: hanno aderito firmando per i referendum circa 40 detenuti su una popolazione carceraria di 250 persone, in gran parte stranieri o detenuti che in virtù di condanne definitive comunque non hanno diritto al voto".


Più alta invece, secondo Visioli, l'adesione al "rifiuto del carrello": "Digiunando - spiega l'esponente di Rifondazione comunista - i detenuti hanno voluto protestare contro le condizioni carcerarie; fra gli altri disagi comuni a molti istituti di pena italiani a Trieste i detenuti lamentano da un lato il rischio che le voci su una possibile amnistia alimentino false speranze, dall'altro la mancanza di attività ricreative e di formazione professionale durante i mesi estivi; disagi e preoccupazioni che naturalmente ci vedono impegnati e partecipi", conclude Visioli.


"Qualunque iniziativa di protesta che sia pacifica e che si svolga nel rispetto delle regole è sempre utile, è una misura che consente la crescita del sistema e induce alla riflessione", commenta il direttore del Coroneo, Enrico Sbriglia, che è anche segretario nazionale del sindacato dei direttori di carcere (Sidipe). "I problemi delle carceri sono molti - continua Sbriglia - e per essere risolti hanno bisogno di profonde riforme del sistema, prima fra tutte la revisione dei procedimenti di sorveglianza e, il passaggio da atti giudiziari ad atti amministrativi per le pene alternative; in tal senso esiste già un disegno di legge". "Per quanto riguarda la situazione di Trieste - dice ancora Sbriglia - i detenuti hanno ragione a lamentare l'assenza di attività durante l'estate, visto che in carcere non si va mai in ferie ma purtroppo le attività di formazione sono in buona parte gestite dal ministero della Pubblica istruzione e per garantire corsi e laboratori anche d'estate ci vorrebbe un enorme sforzo in termini di risorse umane"."In quanto ad amnistie indulti - conclude il direttore del Coroneo- questi servono solo quando c'è una riforma da applicare: se i problemi non si risolvono alla radice prima o poi si ripresentano anche peggiorati; per questo è necessario lavorare a una profonda riforma del sistema carcerario".



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