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Fecondazione, firme contro la legge
LA PROTESTA

10 settembre 2004

• Messaggero Veneto/Gorizia - Pagina 2

"Dobbiamo essere tutti uniti in un "rush finale" di raccolte firme per permettere il referendum che abroghi la legge sulla fecondazione assistita": è questo l’appello lanciato ieri, a gran voce, nella conferenza stampa che si è svolta su questo argomento e che ha visto partecipi Renato Fiorelli (consigliere comunale di Moraro), Ugo Raza (Radicali italiani), Rosaria Di Dato (associazione Sos rosa), Riccardo Stabile (associazione Luca Concioni) e Alessandro Waltritsch (capogruppo di Sinistra democratica a Gorizia).
"Il referendum è seriamente a rischio – ha spiegato Fiorelli – e ormai mancano solamente quindici giorni al termine per la raccolta delle firme. Quello che non capisco è il fatto che sei mesi fa, quando è stata approvata la legge, tutti si siano dichiarati contrarissimi definendola non soltanto estremamente negativa, ma anche una dimostrazione del fatto che l’Italia non fosse un paese civile. Ora pare sia calato sull’argomento un disinteresse generale".
"Un fatto grave – secondo Raza – è che la raccolta, iniziatasi il 15 aprile scorso, sia stata interrotta e tutte le firme messe insieme prima del 1º luglio non possano essere conteggiate. Perciò tutti quelli che hanno firmato prima di questa data e che ci tengano a far sentire la propria opinione sono invitati a firmare nuovamente". Domani, nei giardini pubblici di corso Verdi, saranno allestiti punti di raccolta, attivi dalle 9 del mattino fino alle 21, per decidere liberamente su un tema d’interesse comune.
Rosaria Di Dato, dell’associazione Sos rosa, ha sottolineato come sia normale che la gente possa essere stanca dei referendum, anche considerando che le stesse forze politiche si sono "perse" nelle piccole distinzioni sulle singole voci della legge. "Ma, in ogni caso – ha detto –, non si può non prendere una posizione contro una legge che rende l’Italia un paese incivile". Anche Alessandro Waltritsch, del Sdi, descrive la legge sulla fecondazione assistita come un vero "obbrobrio" che va contro la persona e la donna in particolare. Inoltre, si dice sorpreso dai cittadini: "Gorizia si è sempre posta in prima linea per difendere quelli che riteneva diritti fondamentali e laici. Basta ricordare quando c’è stata la polemica sulla legge riguardante il divorzio. Perciò, a maggior ragione, sono rimasto colpito che non ci sia stata ancora una significativa mobilitazione per quanto riguarda questo argomento. Anche perché uno può essere giustamente d’accordo o contrario, ma è sacrosanto dare a tutti il diritto di potere scegliere".



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