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Questioni etiche e volontà popolare
Firme fecondazione, occorre nuovo sforzo

• da Il Giorno del 15 settembre 2004, pag. 17

di Valerio Federico

Nei programmi dei due poli delle ultime elezioni politiche non si faceva cenno alla volontà di legiferare sulla fecondazione assistita e sulla libertà di ricerca scientifica. I leader delle due coalizioni, se sollecitati su questi temi, così come sull’eutanasia, sulle terapie del dolore etc. rispondevano che si trattava di "questioni di coscienza" realizzando così il primo scippo della facoltà degli elettori di poter conoscere per deliberare.
Alla fine del 2003 si palesa nel Parlamento la volontà "vaticana" di intervenire in merito. Ben presto si forma uno schieramento trasversale che spacca il Centro-Sinistra e che in pochi mesi produce la famigerata legge 40 approvata dalla Camera il 10 febbraio di quest’anno. I Radicali, da subito, si mobilitano per abrogarla attraverso lo strumento referendario per permettere finalmente ai cittadini di decidere su alcune delle famose "questioni di coscienza". Ecco la reazione con il secondo scippo in agguato: l’informazione televisiva boicotta completamente la questione.
Gli "spazietti" notturni ottenuti in RAI a seguito di un lungo digiuno dei dirigenti radicali e le tardive ma promettenti iniziative dei DS a sostegno dei quesiti referendari preoccupano, però, i reazionari e qui nasce il terzo scippo con l’iniziativa di questi giorni di modifica della legge volta a impedire il ricorso ai referendum senza cambiare l’impianto proibizionista delle norme.
Ci sono temi, quindi, sui quali non è permesso ai cittadini di decidere nè attraverso le elezioni nè tramite i referendum. A questo si aggiunge che, nonostante gli intenti dei DS, se il centro sinistra vincerà le elezioni, difficilmente avrà i numeri per modificare realmente la legge, vista la presenza nello schieramento della Margherita, fedele alleata del centro destra su questi temi.
Appare chiaro, quindi, che non vi sono alternative ai referendum e a questo proposito occorre ricordare che chiunque abbia firmato prima del 1 luglio deve tornare a farlo visto il non raggiungimento della soglia di 500mila sostegni nei primi 3 mesi.
NB: le parti in grassetto non sono state pubblicate


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