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Ora nessun papocchio. Voto importante per il paese
La soddisfazione e l’impegno di Emma Bonino:“Lotteremo ancora perché l’informazione ne parli”

• da Liberazione del 1 ottobre 2004, pag. 10

di Angela Azzaro

"Un successo straordinario. Avrei tanto voluto essere a Campo de' Fiori a festeggiare, ma sono dovuta partire subito per Parigi". Emma Bonino - che ieri ha incontrato il ministro degli Esteri francese Michel Barnier - stata tra le protagoniste dell'importante movimento referendario per l'abrogazione totale della legge sulle fecondazione assistita. Non nasconde il suo orgoglio per l'obiettivo raggiunto, ma neanche cela le difficoltà che si dovranno ancora affrontare. L'europarlamentare radicale non è la prima volta che si batte per fondamentali questioni di civiltà del paese. Alle sue spalle i referendum storici su aborto e divorzio. Oggi una nuova sfida. "E' stata una lunga estate - sottolinea - in cui abbiamo sputato sangue. A luglio abbiamo dovuto buttare 150 mila firme già raccolte e iniziare da capo. E' stato un momento drammatico. Invece, soprattutto grazie allo sciopero della fame di Daniele Capezzone e Rita Bernardini, che ha rotto il muro dell'informazione, c'è stato lo sprint finale".

 

Come è stato possibile un successo così vasto nonostante il deficit d'informazione?

"I cittadini e le cittadine hanno capito un discorso molto semplice: che se si ha un problema o riproduttivo o genetico la fecondazione assistita aiuta a risolvere il problema. Oggi, invece, a causa di questa legge sono costretti ad andare a Malte piuttosto che a Madrid. Lo stesso discorso vale per la ricerca scientifica. La gente ha ben chiaro quello che voi chiamereste un discorso di classe: se si hanno i soldi si può andare in Corea, per curarsi l'alzheimer, altrimenti si muore santi in un paese che dovrebbe essere laico e civile e che invece non lo è".

 

Che cosa pensa dell'apertura alla riscrittura della legge da parte di Piero Fassino?

"Purtroppo non credo sia un atteggiamento tattico. E' la conseguenza di una resistenza culturale tipica dei partiti della sinistra nei confronti dello strumento referendario. Alla luce del milione di firme, noi però diciamo che non accettiamo nessun papocchio. Non si capisce del resto come la stessa maggioranza che ha votato la legge attuale ora ne possa approvarne un'altra migliore. Non posso più sentire che il referendum lacera il paese. Al limite potrà dividere ancora di più i due Poli, non i cittadini. Il referendum è al contrario un elemento che unifica e fa discutere. A volte provoca anche uno scontro di idee, ma non se ne deve aver paura. Anzi, considerato che stiamo morendo di conformismo dovremmo sperare che il dibattito ci sia. Gli esponenti dei Democratici di sinistra, comunque, non la pensano tutti allo stesso modo di Fassino".

 

I referendum su divorzio e aborto hanno rappresentato momenti in cui il paese è cresciuto, ha fatto un passo avanti culturale e civile. La campagna per l'abrogazione totale della legge 40 quale valore potrà assumere al di là dell'obiettivo specifico?

"In un momento in cui si parla tanto di fanatismo politico e religioso è importante che riflettiamo anche su di noi. Negli ultimi anni l'Italia ha fatto passi indietro: non è stato approvato il divorzio breve, la pillola del giorno dopo si può avere solo con prescrizione medica, non è stata introdotta la pillola abortiva RU486, non si riesce ad iniziare il dibattito sull'eutanasia. L'intera classe politica di tutti gli schieramenti, pur con nobili eccezioni, subisce l'ingerenza clericale. Quando nel 2001, in campagna elettorale, misi l'attenzione sulla fecondazione assistita. D'Alema, Rutelli, Berlusconi mi dissero che era un fatto la legge, dicono che non va bene il referendum".

 

Quali saranno le maggiori difficoltà da affrontare nei prossimi mesi?

"Sarà sicuramente una corsa ad ostacoli. Ne vedremo di tutti i colori a partire da una possibile fantasiosa sentenza della Corte Costituzionale. Noi continueremo a lottare per una corretta informazione. Dobbiamo far sì che in televisione non vadano solo coloro che sostengono la necessità di riformare la legge in Parlamento senza andare al voto. Il nodo informazione, sempre centrale, è più che mai importante per spiegare ai cittadini perché questa legge va abrogata".



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