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Pannella: se oggi "questo" centro-sinistra Prodiano con "questa" politica, con "questi" agganci, dovesse (ora o fra un anno) andare al potere...
Se questo (preghiera di ripeterlo 4 volte. Grazie. Pannella) questo, questo, questo, centro-sinistra andasse, ora o fra un anno al potere, scapperei subito in esilio. Berlusconi viene buttato via come un limone spremuto. Vero obiettivo immediato: elezioni e rinvio del referendum.

Roma, 16 aprile 2005

• Stamane alle 8.45, durante un collegamento in diretta a Radio Radicale Marco Pannella ha tra l’altro dichiarato:

“Se oggi “questo” centro-sinistra Prodiano con “questa” politica, con “questi” agganci, dovesse (ora o fra un anno) andare al potere io me ne andrei dal nostro Paese in modo doloroso e dolorante ma anche come espressione di lotta e di speranza, come era espressione anche di speranza il gesto di coloro che andavano in esilio agli albori del nazismo e del fascismo e ahimè a volte non del comunismo. Quello che sta accadendo è qualcosa che come dimostra ad esempio oggi Giovanni Sartori, il Corriere della Sera con la direzione di Paolo Mieli, ci racconta chiarissimamente per chi vuol vedere. Il problema oggi è uno solo: Berlusconi – come gli avevo predetto – adesso non serve più. Perché gli è mancato, senso della dignità istituzionale e politica sostituendolo, per sua formazione, con una sorta di sopportazione privata, personale. Era chiaro, lo dico da mesi, che il Vaticano e questo Potere Simoniaco scatenato in modo quasi impazzito, lo avrebbe spremuto come un limone e poi buttato via.

Da Berlusconi ha ottenuto che imponesse questa miserrima legge 40 e molto altro, e già dall’estate scorsa apparve chiaro che Prodi, questo centro-sinistra di Rutelli potevano - solamente loro – volendolo – non più Berlusconi - consentire una rivincita storica contro divorzio e aborto.

Oggi abbiamo una realtà sotto gli occhi di tutti: il povero Silvio Berlusconi lo si sta buttando via. E lo dimostra il “simbolo” della salita al Colle di Gianni Letta per la Presidenza del Consiglio da Gaetano Gifuni, per la Presidenza della Repubblica riferire. Ma perché la crisi di Governo? Perché il partito che ha per leader Giovanardi e Volontè, con la loro alta distinzione di pensiero politico ed istituzionale, con accompagnatori Follini, Casini ed altri si comportano in questo modo? La crisi di Governo è sicuramente un modo per tentare la carta delle elezioni anticipate e del rinvio del referendum per evitare questa prova perché sanno che malgrado tutto, il disegno è chiaro: elezioni e non Referendum. Una situazione uguale ma opposta: contro il referendum, capace di controllare i DS e di togliergli ogni capacità vera di lotta con il ricatto “unitario” dell’alternativa a Berlusconi.

C
i vorrebbero Zola nella Francia del caso Dreyfus, Gide e Bernanos, di le “Caves du Vatican” e “I grandi cimiteri sotto la luna”.

Caro Silvio tu sei il Presidente del Consiglio ma la Presidenza del Consiglio è altra. Era fatale che Gifuni e Letta fossero il ticket che in questo momento tenta il vero Governo: Presidenze della Repubblica e del Consiglio in luogo dei Presidenti.

Caro Berlusconi pensaci ancora un momento ma non riesco ad impedire che tu (purtroppo meritatamente) come limone spremuto sia buttato in qualche lavandino come un embrione soprannumerario. E, così, si vada a perdere le elezioni, per non vincere il Referendum. Come, altri, nel 1972”.



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