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Mi candido al consiglio dell'ordine degli ingegneri per abolirlo

30 settembre 2005

• Diciarazione di Stefano Santarossa, Ingegnere Civile Presidente di Radicali friulani

Nei prossimi giorni verranno rinnovati i consigli di tutti gli ordini professionali. Per animare una campagna per il rinnovo degli organi di questi residui corporativi, con candidati tutti tesi a difendere posizioni di retroguardia, ho deciso di candidarmi all'Ordine degli ingegneri della provincia di Pordenone perchè ritengo che in una fase in cui entriamo nel mercato europeo del settore terziario sia necessaria una "radicale" riforma degli ordini professionali e una netta inversione di tendenza rispetto alla posizione corporativa di difesa del nostro "cortile".

 

LA SITUAZIONE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI IN ITALIA

 

I mestieri in Italia sono ancora dei feudi, che si passano di padre in figlio, in questo modo vengono penalizzati i giovani neolaureati, costretti a superare esami di Stato controllati dagli ordini professionali, che hanno tutto l'interesse a bloccare l'ingresso a nuovi competitori nel mercato del lavoro.

Gli ordini non soltanto impediscono l'ingresso ai più giovani, ma condizionano il mercato, favorendo comportamenti privati anticompetitivi, il tutto a scapito dei consumatori, che pagano prezzi più alti per servizi peggiori.

Per questo ritengo che vada rimossa ogni restrizione concorrenziale che determini barriere a monte o a valle del percorso professionale. Ricordo come l'entrata alle cosiddette libere professioni, regolata da ordini e albi, è soprattutto per i giovani una corsa ad ostacoli ricca di gravi umiliazioni.

Gli attuali vincoli difendono coloro che sono già inseriti nel mondo del lavoro dalla concorrenza garantendo a costoro confortevoli posizioni di rendita . Non ho mai sentito i rappresentanti del Cup e dei vari ordini professionali prendere le difese di chi sta fuori dal mercato, delle migliaia di giovani neolaureati, "praticanti" in attesa dell'accesso all'Ordine, che pagano le conseguenze di un sistema rigido e burocratico. La pretesa degli ordini di mantenere tale sistema protezionista verrà smantellato quando tutti i professionisti, ovunque residenti nella comunità europea, potranno svolgere anche in Italia la propria attività.

 

LA PAROLA D'ORDINE E' LIBERALIZZARE IL MERCATO

 

Un programma per la liberalizzazione del mondo delle libere professioni non potrà che prevedere l'abolizione degli ordini professionali con il superamento delle tariffe obbligatorie per legge (minime e massime), l'abolizione del divieto di pubblicita' e l'equiparazione fra attivita' professionale e attivita' di impresa. In realtà sono in molti a temere il confronto con un mercato più vasto a partire dai presidenti di tutti gli ordini professionali, provinciali, regionali e nazionali, terrorizzati di perdere i loro piccoli privilegi e rendite. L'atteggiamento dei partiti politici su questo tema è uguale a destra e a sinistra.

A costoro, nemici delle liberalizzazioni economiche, vorrei ricordare una citazione del premio nobel per l'economia, Friedrich A. von Hayek . "La competizione è il terrore di tutti i conservatori - conservatori di destra, di centro e di sinistra. Uno dei tratti fondamentali dell'atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento. "

Su questo programma cercherò di conquistare la fiducia soprattutto dei giovani neolaureati affinchè nel prossimo Consiglio sia presente una spinta riformatrice in controtendenza rispetto alle scelte consociative esistenti tra i rappresentanti della politica e gli ordini professionali.

 



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