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Siamo un paese di tante rumorose Simone e di un solo Fabrizio

• da Il Foglio del 13 gennaio 2006, pag. 2

di Toni Capuozzo

¬†¬†Voglio parlare ancora di¬†Quattrocchi, adesso che¬†non ne parlano pi√Ļ gli¬†altri. E e a quattríocchi,¬†con voi: a proposito,¬†líavranno preso in¬†giro, da piccolo, con quel cognome?¬†Voglio parlarne con líamara¬†consapevolezza che abbiamo assistito¬†a un altro giro di giostra, al solito gattopardesco¬†balletto italiano. E con líamara soddisfazione¬†di chi constata di aver avuto ragione,¬†e sa che Fabrizio Quattrocchi, ancora¬†una volta, ha fottuto tutti, tranne i suoi familiari¬†e i suoi amici.

¬†Stavo a Baghdad, allora, e sostenni, con¬†una certa impervia solitudine, quel che¬†adesso accettano in tanti. Non solo il tenore¬†di quella frase fatidica Ė vi mostro come¬†muore un italiano Ė anche se dallíItalia ci fu¬†chi mi telefon√≤ per dirmi quel che in Italia¬†sapevano tutti, e che cio√® il body guard aveva¬†sostenuto che avrebbe mostrato come¬†muore un fascista. Ma le premesse e il significato¬†di quella morte. Ero andato sulle¬†loro tracce, avevo ricostruito líincredibile¬†serie di circostanze impacciate che aveva¬†portato i quattro, inermi, in braccio ai loro¬†sequestratori. Avevo capito qualcosa dei loro¬†contratti, e del loro giro, e mi aveva colpito¬†líapprossimazione pi√Ļ che il segreto, in¬†quel business della sicurezza, e mi aveva¬†colpito come tutto, visto da vicino, fosse assai¬†pi√Ļ confuso di quello che le risposte¬†pronte dei miei concittadini, in Italia, avevano¬†prontamente reso categoria: ad esempio,¬†era o non era, una delle reclutatrici¬†uníex volontaria di ďUn ponte perĒ? E non¬†erano stati disarmati, i quattro, da un posto¬†di blocco americano? E non si erano infilati,¬†grazie a un autista preso allíultimo momento,¬†proprio in quel tratto di strada che¬†tutti, tranne due giapponesi, sapevano essere¬†il tratto da evitare? Avevo capito che cíerano¬†molti dettagli da chiarire Ė non ultimo¬†il sequestro, appena pochi giorni prima, di¬†due agenti italiani, ritrovati in una moschea¬†da un fotografo della Reuters, e poi liberati¬†in un silenzio che copriva una brillante operazione¬†ma certo non aiutava a mettere in¬†guardia altri italiani, meno protetti, meno¬†avvertiti Ė ma quel che avevo visto mi bast√≤¬†per dire che Quattrocchi era morto come un¬†eroe strano, come un Sordi o un Gasman¬†della Grande guerra, pur non essendo stato¬†pavido in vita Ė ma in fondo era l√¨ per guadagnare¬†di che comprarsi la casa, e sposarsi:¬†molto italiano Ė come uno che sul punto¬†di morire, sa come morire. Avvertivo che¬†questo, fuori dal film, era poco italiano: io¬†sarei morto come líingegnere inglese, urlando¬†di non voler morire. Giuliana Sgrena,¬†in video, fu molto pi√Ļ italiana. Le due Simone,¬†liberate furono italianissime. Passato¬†inosservato, per via del contemporaneo¬†rapimento nello Yemen, √® stato molto italiano¬†il giornalista pacifista romano: sono¬†un eroe per caso, √® colpa degli israeliani.¬†Avvertivo che in quel ďfascistaĒ stava non¬†solo lo sfregio, ma anche la considerazione:¬†se si √® comportato cos√¨ non pu√≤ che essere¬†un fascista, un camerata della Decima reincarnato,¬†un Di Canio che ha smesso di giocare,¬†e fa sul serio. Apposta scrissi che Quattrocchi¬†era líunico resistente, e la sua morte¬†sapeva delle ultime lettere dei condannati¬†a morte della Resistenza europea.

¬†No, non facciamoci beffe di Quattrocchi,¬†non facciamocene scudo, non mettiamoci in¬†riga dietro di lui: noi siamo cresciuti Ė quelli¬†della mia generazione Ė a Maroncelli e¬†Silvio Pellico, Naziario Sauro e Cesare Battisti.¬†Poi siamo passati a Che Guevara e Sacco¬†e Vanzetti. Nei migliori dei casi abbiamo¬†ripiegato su Sordi e Gassman, antieroi qualunque,¬†o sul capitano Corelli, e Nelson¬†Mandela. Per il resto, resta Che Guevara, e¬†gli si pu√≤ aggiungere, con la malinconia di¬†una giornata in cui tutti andarono incontro¬†a un destino inevitabile, Carlo Giuliani.

¬†Ma Quattrocchi no, ha fatto vedere come¬†muore uno degli italiani, non un italiano¬†campione Ė simbolico e statistico Ė dei suoi¬†connazionali. Noi italiani non sappiamo¬†neppure bene cosa siamo, tanto che se dovessimo¬†fare, come fanno gli americani¬†quando riconoscono un nuovo cittadino,¬†una cerimonia semplice in cui si giura qualcosa¬†e si consegna una bandiera, avremmo¬†imbarazzo a far giurare sulla Costituzione e¬†un qualche riserbo a maneggiare un tricolore¬†ripiegato. Era un italiano, Quattrocchi,¬†quasi normale, mezzo meridionale e mezzo¬†no, mezzo innamorato dellíavventura e mezzo¬†della famiglia, mezzo professionista e¬†mezzo arruffone. Eí lui il pi√Ļ incazzato, in¬†quelle prime immagini dei sequestrati, lui¬†che chiss√†, si assegna una colpa ingiusta per¬†aver ficcato i compagni in quel casino. Lui¬†che sopporta male tutte quelle urla e quella¬†prepotenza. Lui che capisce, gi√† in auto,¬†insistendo a domande, che lo stanno portando¬†a morire. Lui che vuole sollevare la¬†kefia, e guardare (díora in poi non potranno¬†non sapere, i nostri ragazzi che portano al¬†collo la benda di un condannato a morte coraggioso).¬†La sua morte, cos√¨ poco italiana Ė¬†e ho spesso provato a immaginare la morte¬†di quellíaltra povera e dimenticata vittima,¬†Enzo Baldoni, altro strano connazionale, e¬†mi √® capitato di pensare che lui invece ha¬†sorriso, pensando che non era vero, o che si¬†poteva proteggersi dietro un sorriso, ma insomma¬†il risultato √® che la morte di Baldoni¬†non √® stata esibita come un trionfo Ė che¬†deve aver inquietato anche Al Jazeera: perch√©¬†non la mandarono in onda ? Perch√© mesi¬†di mistero? Li aveva fregati, i suoi boia,¬†Fabrizio Quattrocchi, senza nessuna iattanza,¬†senza nessun eroismo da posteri, un uomo¬†solo in mezzo a ombre che urlano il nome¬†di Dio, e si capisce che il solo uomo √®¬†lui, forse √® questo che non si deve vedere,¬†neanche su Al Jazeera. Ci ha fregati anche¬†a noi, sul filo di lana dei venti mesi trascorsi,¬†cos√¨ calmo e immobile in quegli eterni¬†secondi. E noi a proteggerci, a parlare di vie¬†e medaglie, tutti díaccordo e tutti ravveduti,¬†a piantar bandiere su quella dignit√† che¬†non √® la nostra. Noi in rete mettiamo s√¨ una¬†canzone rap su come muore un italiano, ma¬†scriviamo anche: ma ke eroe del cazzo, era¬†l√¨ per vendere armi e poi un fascista in meno¬†sulla faccia della terra (firmato fralle20,¬†blog di Libero.it). Dobbiamo, adesso, augurarci¬†che di Quattrocchi facciano una fiction?¬†Non lo so, ma so che mi piacerebbe¬†che il suo messaggio, cos√¨ sobrio, cos√¨ poco¬†risorgimentale, cos√¨ inusuale, restasse solo¬†un messaggio scomodo, non glorificato e¬†svuotato. Noi siamo eroi per caso, noi quella¬†kefia che imprigiona gli occhi di Quattrocchi¬†la vediamo portare come una ruvida¬†pashmina, noi siamo la regola, un paese di¬†rumorose Simone, di poche silenziose Clementine,¬†di un solo Fabrizio, che non per¬†caso non √® pi√Ļ tra noi, e ritorna, tra le nostre¬†braccia improvvisamente aperte, come¬†un fantasma, le braccia si stringono su niente,¬†se ci vogliamo dire la verit√†. Vi e ci ha¬†fregato ancora una volta, il Quattrocchi Fabrizio,¬†con quella calma da giocatore di biliardo,¬†davanti allíultima partita.
  



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