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ven 18 gen. 2019
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«L'Europa è vigliacca, accolga Israele. La sinistra ha ancora troppi complessi”
Intervista a Marco Pannella.

• da Corriere della Sera del 16 luglio 2006, pag. 8

di Andrea Garibaldi

Ci sono due foreste intitolate a Marco Pannella in Israele, una a dieci chilometri da Gerusalemme, l'altra nel deserto del Negev. “Solo ad altri tre italiani è capitato, Terracini, Nenni e Spadolini...I miei alberi pero si saranno seccati, non ho mai mandato fondi per irrigarli”.


Pannella, ha rimpianti per la politica estera di Berlusconi?
Berlusconi e Fini non avevano una politica internazionale, cosi copiavano le idee dei radicali”.

 
Quali idee?
”Israele in Medio Oriente è la testa di ponte della democrazia. Ha lo 0,2% di un territorio circondato da non democrazie. Quindi Israele deve entrare, subito, nell'Unione europea, come membro effettivo”.

 
E poi?
'Poi, un 'Piano Marshall" europeo, aiuti economici per tutta la regione. Infine, i palestinesi si costruiranno uno Stato al quale Israele dovrĂ  riconoscere gli stessi diritti che l'Europa garantirĂ  a Israele. Noi lo diciamo da anni, ora lo dice anche l'economista indiano Amartya Sen”.


Cosa dice?
«Che la democrazia non si esporta, ma in ogni Paese esiste un nucleo, magari piccolo, di aspirazioni democratiche. Bisogna rimuovere gli ostacoli che impediscono ai popoli di esercitare la democrazia”.


Berlusconi e Fini cosa ottennero?
«Nulla. Andarono e dissero che Israele doveva entrare in Europa. Ma non furono capaci di andare avanti su quella strada”.

Ora, cosa accade?
”Oggi, in Italia e in Europa, tutti dicono mezze parole, prendono mezzi impegni. Non esistono idee-forza che si oppongano a quelle, distruttive, nichiliste, dell'Iran e dintorni. Finora si è puntato tutto sulla pace, invece che sulla democrazia, la liberta, il progresso sociale per l'intero Medio Oriente”.


D'Alema ha definito «sproporzionato« l'uso israeliano della forza.
”Sproporzionato rispetto a cosa? Contro Israele sono puntati nuovi missili che arrivano a cento chilometri. I gruppi armati nemici di Israele dicono che vogliono rigettare gli israeliani a mare... Nella sinistra riformista continuano a scattare antiche posizioni filopalestinesi, posizioni complessate riguardo a Israele. Tuttavia, si sono convertiti su tante cose, forse si convertiranno anche in questo caso”.


Vi trovate in questo momento piĂą vicini all'altro vicepremier, Rutelli.
«Le parole piĂą vicine ad Israele sono state quelle del sottosegretario agli Esteri della Margherita, Vernetti. E del ds Ranieri. Ma il primo è in accordo con il vertice del suo partito, il secondo non so”.


E la sinistra non riformista?
«Li avete mai visti lottare contro le dittature, scendere in piazza contro Saddam, contro Pol Pot? Combattono Israele, la Turchia, il Messico, Stati che hanno delle imperfezioni...così su cui discutere”.


Quindi, Israele subito in Europa. Cosa farete per sostenere la posizione?
«Raccoglieremo il maggior numero di adesioni possibili, in Parlamento. Questa e una battaglia per Israele, da fare con i leader e il popolo israeliano, e che può partire dall’Italia”.


In Europa la presidenza di turno è finlandese e il ministro degli Esteri di Helsinki ha detto che gli israeliani applicano il principio «venti occhi per un occhio”.
”Ma cosa ne sa! Cosa sa se distruggere basi nemiche sul confine non sia per Israele questione vitale?”.

E il resto dell'Europa?
”L'Europa è vigliacca. Mette in opera l'ennesimo suicidio politico. Se la Jugoslavia fosse stata accolta nell'Unione europea non ci sarebbe stata la tragedia. E ora, creando enormi difficoltĂ  al suo accoglimento nella Ue, rischiamo di perdere anche la Turchia”.

La Santa Sede “deplora l'attacco al Libano”.
«Dovrebbero parlare di piu con il povero cardinale Martini, che vive laggiĂą”.


La vostra visione sembra preoccuparsi soprattutto di Israele.
Ma no! Pensiamo che la soluzione di tutto il problema mediorientale stia nell'ingresso di Israele in Europa, nel nuovo 'Piano Marshall".


Oggi la paura nasce soprattutto dalle mire espansionistiche di Iran e Siria.
«Ecco, se invece dell'Europa in Medio Oriente arriva l'Asia, per i palestinesi vedo un futuro da schiavi”.




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