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Capezzone: lettera aperta ai militanti, agli iscritti, ai simpatizzanti, a chi vorrà leggerla
Uscire da fase autolesionista. in corso incomprensibile "mobbing", ma io non me ne vado. E' una scelta nonviolenta anche questa...Anzi, mi impegno per attuazione mozione, che e' indirizzo politico scelto dal Congresso. Sono determinatissimo a dare non una, ma due mani a Rita, Maria Antonietta ed Elisabetta.E ora, caro Marco, basta farsi (e farti!) male: guardiamo al futuro: il mio impegno sia vissuto come opportunità e non come insidia.

Roma, 13 novembre 2006

Quello che segue è il testo di un messaggio, di una lettera aperta agli iscritti, ai militanti, ai simpatizzanti radicali (e a chi vorrà leggerla!) inviata da Daniele Capezzone a www.radicali.it e a Notizie radicali. 

 

 

Carissime compagne, carissimi compagni, cari amici,

 

può succedere di ritrovarsi coinvolti in una vicenda che non si vorrebbe, o che non si sarebbe voluta. Ed è quanto mi sta capitando, ritrovandomi oggetto di una polemica che non ho fatto, non faccio, e -soprattutto- non farò nulla per alimentare.

 

Per quanto mi riguarda, ho non solo il dovere, ma il piacere pieno della riconoscenza, della gratitudine, della stima e del rispetto per una vicenda politica colossale e bellissima come quella di Marco, e per un partito -il nostro- che √® e resta, a mio avviso, l'annuncio di un'Italia diversa e possibile, pi√Ļ libera e anche pi√Ļ giusta.

 

E' per questo che a Padova ho lavorato per una soluzione positiva e ragionevole del Congresso. Ed è per questo che sono determinato a fare la mia parte perche' Radicali italiani, perche' noi tutti si esca dal tunnel autolesionista in cui ci siamo infilati.

 

Si è perfino avviata, a partire da alcune iniziative e parole di Marco (e, ne sono certo, contro le sue intenzioni), una sorta di incomprensibile "mobbing" nei miei confronti, che mi addolora proprio perche' non ne vedo ragioni, obiettivi ed utilità.

 

Dinanzi a tutto questo, faccio una scelta -lo dico sorridendo, ma anche con serietà...- nonviolenta. Non solo non me ne vado, non solo resto qui, ma farò di tutto perche' la smettiamo di farci (e, se posso permettermi, perche' Marco smetta di farsi) inutilmente del male. E, qualunque cosa mi venga detta (prima o poi, chissà, sarò anche associato al "rischio-Vesuvio"...), non defletterò da questo obiettivo.

 

Stimo Rita, Maria Antonietta, Elisabetta, che ho votato e sostenuto al Congresso, come si sa. Sono determinato a dare non una, ma due mani. Lo ribadisco ancora una volta.

 

E, in particolare, credo che si possa essere tutti determinati nell'attuazione di una mozione che è -a mio avviso- una grande opportunità. So che la nostra Segretaria lo sta facendo, e con scrupolo. Dobbiamo evitare, in particolare, che il decorrere del tempo crei fatti compiuti tali da vanificare le nostre puntuali richieste al Governo.

 

E allora, guardiamo al futuro. Mi auguro che il mio impegno, su fronti che ho animato e in qualche caso contribuito a costruire (impegno che -naturalmente- si intensificherà), sia vissuto come una opportunità, e non come una insidia. Sarebbe -quest'ultimo- un altro errore, che -ne sono certo- sapremo evitare.

 

E spero che ciascuno, a partire da una riflessione serena e meditata su quanto è accaduto al Congresso di Padova, sia pronto ad una stagione politica di sfida in positivo, dai diritti civili alla modernizzazione economica, passando per gli altri temi che ci stanno a cuore.

 

Un abbraccio alle compagne, ai compagni, ai militanti, ai simpatizzanti, che stanno seguendo questa vicenda con generosità ed intelligenza. E -mi raccomando- sotto con le iscrizioni!

  

Daniele Capezzone



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