Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
dom 03 mar. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Lista Pannella Riformatori
Biagi Enzo - 6 luglio 1995
RIMPIANGO IL PANNELLA COL CEROTTO SULLA BOCCA
di Enzo Biagi

SOMMARIO. Articolo dal gusto satirico, che impasta tutta una serie di (facili) ironie su Pannella, i suoi digiuni, la nonviolenza, Cicciolina, il suo gusto per l'esibizione, la nonviolenza, ecc.

(CORRIERE DELLA SERA, 6 luglio 1995)

Marco Pannella è diventato una figura patetica: si presentò come discepolo di Gandhi, e si impose alla fantasia popolare soprattutto come seguace del dottor Hauser, quello delle diete.

Era, per la verità, un tipo fuori della norma; mentre molti politici, per ottenere consensi, mangiavano, lui si asteneva spettacolarmente dal cibo. I cappuccini che si concedeva per sopravvivere animarono le cronache, ma vista l'attuale stazza del digiunatore, si suppone che in seguito ci sia stato un riparatore tripudio di brioches accompagnate, ahimè, da un pauroso calo di consensi.

Alle ultime elezioni è stato trombato in Parlamento ed è finito a Strasburgo per un prodigioso recupero di resti. Il vecchio radicale è diventato leader dei Riformatori, che quando si riuniscono a congresso noleggiano un pullman. Gli è rimasto accanto, con qualche difficoltà, l'amico Taradash, ma un uomo della statura di Pannella è destinato a sentirsi solo.

Ebbe una parte meritoria nella legge sul divorzio, e sulla campagna mi pare abbia vissuto di rendita. Poi è diventato uno specialista in referendum: ormai li propone con la disinvoltura con la quale si organizza una scampagnata, o una cena tra ex compagni di scuola.

Ma la sua vera passione sono le comparsate televisive: si presenta con un cartello al collo, anche perchè ha il dubbio che la gente non lo riconosca più. Soffre di una perenne crisi di astinenza: guai se non lo chiami, si sente trascurato, orfano di notorietà.

Ha bisogno di esibirsi, e non capisce perchè il mondo sopravvive anche senza i suoi messaggi.

Ce l'ha con tutti, e lancia logorroici insulti a chi non la pensa come lui. Sempre perchè ha sposato la dottrina della tolleranza.

Per definizione, non è un prepotente, ma ha una insopprimibile vocazione per le stragi. Nel nome della par condicio (vedi corriere del 4 luglio) il fondatore dei Club che portano il suo nome (a che ora la canasta?), chiede che la Rai cacci, sessanta giorni prima del voto i "giornalisti di regime, quelli che hanno dato il loro volto alla propaganda faziosa, alla violenza, alle menzogne e omissioni di potere".

"Omissioni di potere" mi sembra una battuta un po' confusa, ma quando uno riforma davvero non ha riguardo neppure per la lingua italiana. Segue l'elenco di quelli che vanno epurati: "I Vespa, i Santoro, i Minoli, e i Guglielmi, "bulgari" bianchi o rossi o di nuovi biancorossi, e i Biagi", che dovrebbero cedere il passo a degli innocenti, che potrebbero finalmente far carriera e far vedere quello che sanno fare.

Pannella, stia calmo per quello che mi compete, io sono sempre disponibile a togliere il disturbo. Mi è capitato altre volte, e quando ero giovane: per intervento di onorevoli, come lui, appartenenti a diverse parrocchie. Nessun problema. Ho avuto modestamente contro quasi tutto "l'arco costituzionale": democristiani, socialdemocratici, socialisti. Si figuri che paura ho oggi di Marco Pannella, che debbo prepararmi a rendere conto di quello che faccio, od ho fatto, a ben altri superiori.

La sua propensione per la sceneggiata e per il comico non dovrebbe però impedirgli di tentare un discorso serio: indichi, per quello che mi compete, quante bugie ho raccontato, o quando ho eccitato al furore, o alla brutalità.

Mi viene un sospetto: ma che io sia malvagio soprattutto perchè ho "omesso" di occuparmi di lui in un programma televisivo che ho fatto qualche mese fa? Ma Marco Pannella, oggi, che ha da dire e che cosa rappresenta?

Una volta si chiudeva la bocca, davanti alle telecamere, con un cerotto: era, secondo me, una anticipazione.

E', anche lui, un superstite dell'altra stagione, onesto, se ci si riferisce ai soldi, invece spesso scorretto, insolente e sopraffattore nella polemica. E' il suo anticonformismo che ha mandato a Montecitorio Cicciolina, forse una delle persone più candide della compagnia, e l'esule professor Negri, quel pacifista che rimpiange il mancato azzoppamento di Montanelli, Bocca, e del trascurabile autore di questa nota. Ormai Pannella non sbigottisce e non sorprende più nessuno: si guardi attorno, e si calmi; ha temibili concorrenti.

 
Argomenti correlati:
pannella marco
cicciolina
corriere della sera
stampa questo documento invia questa pagina per mail