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Consiglio federale PR, - 15 luglio 1979
L'Europa nonviolenta
Contro tutti i mercati di guerra...

La mozione del Consiglio Federativo

SOMMARIO: Estate '79: dopo i grandi successi del 3 e 10 giugno il partito delle piazze e dei marciapiedi, internazionalista, libertario, nonviolento, riprende il suo itinerario. Nel trentannale della NATO e del Patto di Varsavia, contro l'oppressione di milioni di uomini e donne all'ovest come all'est, parte il primo agosto da Bruxelles per giungere il 9 in Polonia la carovana per il disarmo. Convocata a Roma al Palazzo dei Congressi nei giorni 17, 18 e 19 agosto, l'assemblea nazionale del partito radicale: tre giorni di riflessione e dibattito aperto a tutti sulle prospettive, le lotte, gli impegni dei radicali dopo il 3 giugno. Interventi "esterni" e di tutti i membri del gruppo parlamentare radicale. Essenziali il tuo contributo e la tua partecipazione. 10.000 iscritti per il congresso di novembre: è questo l'obiettivo indispensabile per essere adeguati alle speranze del paese, vincere nuove lotte, costruire l'alternativa.

(NOTIZIE RADICALI N. 76, 15 luglio 1979)

Il Consiglio Federativo riunito a Roma il 30 giungo e il 1 luglio 1979:

RIVOLGE un particolare ringraziamento al milione e trecento elettori che il 3-4 e 10 giugno scorsi hanno dato il proprio voto alla lista radicale nonostante la campagna di linciaggio e di diffamazione messa in atto contro il Partito Radicale da tutte le forze politiche in particolare dal PCI.

ESPRIME il proprio augurio alle compagne e ai compagni impegnati con la loro militanza nelle istituzioni parlamentari, in un compito arduo e faticoso che sicuramente saprà corrispondere alle aspettative consolidatesi numerose prima, durante e dopo la campagna elettorale intorno ai radicali.

RITIENE l'attuale quadro politico ancora profondamente legato ad una politica di accordi compromissori che tutte le forze ricercano come sbocco risolutivo della crisi che il paese attraversa e CONFERMA il giudizio negativo e contrario a questo tipo di politica che pure la sinistra storica continua a perseguire nel tentativo vano di ritenere condizionabile la democrazia cristiana attraverso un meccanismo di cogestione.

AFFERMA come la convergenza DC-PCI abbia accentuato la corporativizzazione di ogni area sociale, culturale, istituzionale ed economica da parte del regime dei partiti e abbia definitivamente reso esplicito il disegno di quella politica di cogestione interclassista del potere perseguita da sempre dal PCI, anche nel ruolo di opposizione e non meno ora che sembra apparentemente ritornarvi, un convergenza realizzata nelle Commissioni parlamentari, sulle grandi scelte economiche, rapporti con ambienti pubblici, sui fondi di dotazioni delle partecipazioni statali, attraverso la gestione del potere statale.

RILEVA come queste elezioni politiche anticipate abbiano marcato una chiara sconfitta per la politica della strategia della tensione praticata dalla Democrazia Cristiana, e per quella del compromesso storico attuata dai vertici comunisti.

GIUDICA più che mai praticabile una ipotesi di governo delle sinistre, che in questa legislatura confermano una intatta forza numerica rispetto alla precedente che aveva registrato il tetto massimo della crescita della sinistra parlamentare, o quanto meno quella di un governo laico alternativo alla DC che si ponga come obiettivo primario la rottura del sistema di potere democristiano.

INDIVIDUA nella ripresa delle lotte di disobbedienza civile e di azione nonviolenta del patrimonio della tradizione radicale i metodi fondamentali dell'iniziativa del partito, sottolineandone in particolare quegli indispensabili riferimenti istituzionali che le qualificano come battaglie dei diritti civili.

RICONFERMA l'ipotesi referendaria come principale strumento di rottura degli equilibri interpartitici di regime, chiaramente condannati dal corpo elettorale, e invita gli organi esecutivi del partito ad effettuare un approfondito esame della possibilità di arricchirla con iniziative vertenti sulla materia regionale e ravvisa nella stessa il mezzo per condizionare l'intera dinamica della vita politica nazionale.

RICONFERMA inoltre l'impegno antimilitarista del partito con particolare riferimento alla carovana del disarmo Bruxelles-Varsavia.

INVITA gli organi del partito a impegnarsi a livello nazionale e internazionale perché non si realizzi il disegno - già chiaramente delineato dai gruppi socialdemocratici, democristiani, liberaldemocratici - di impedire la costituzione di un gruppo di Nuova Sinistra nel nuovo Parlamento Europeo, denuncia in tale operazione prevaricatrice ecologica, antimilitarista, antinucleare, nell'istituzione parlamentare europea.

RILEVA l'assoluta necessità di adeguare la coesistenza effettiva degli iscritti al partito ai risultati elettorali, cogliendo l'attuale momento di ampio interesse sul partito al fine di avanzare nell'attuazione dello Statuto e a tal fine IMPEGNA la segreteria, i partiti regionali e le associazioni radicali tutte a raggiungere il traguardo di 10.000 iscritti prima del Convegno di novembre, INDICE una campagna straordinaria di tesseramento e di autofinanziamento destinata ad assicurare la copertura delle spese del partito nei prossimi mesi e il potenziamento e la ristrutturazione delle radio radicali, con il collegamento nazionale via cavo già predisposto durante la campagna elettorale, CONVOCA a Roma per i giorni 17-18-19 agosto un'assemblea nazionale degli iscritti e simpatizzanti del partito, aperta a tutti coloro che condividono l'impegno nelle lotte civili nonviolente, "per un approfondito dibattito sul rapporti tra partito radicale e area radicale".

Il CF per un complessivo momento di verifica e di dibattito sulle prospettive politiche del partito e di incontro con quanti il 3 e il 10 giugno si sono riconosciuti nella politica del PR convoca inoltre entro il 30 settembre una serie di assemblee in tutte le regioni, con la partecipazione del segretario, del Presidente del CF, del tesoriere e di rappresentanti del Gruppo Parlamentare.

RIBADISCE altresì l'impegno a convocare un convegno su "Liberazione Sessuale, Liberazione della donna e nonviolenza" in accordo con le deliberazioni del congresso di Bologna e di quello di Bari.

Infine nel prendere atto delle intervenute dimissioni del tesoriere del Partito Adelaide Aglietta, eletta in Parlamento porge alla medesima un caloroso ringraziamento per l'opera svolta e indirizza un augurio di buon lavoro al nuovo tesoriere Paolo Vigevano, che ritorna a ricoprire questo incarico ancora una volta in un momento particolare difficile della situazione finanziaria del Partito.

 
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