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Rippa Giuseppe - 28 maggio 1980
COMMISSIONE MORO - POLEMICA BERLINGUER SCIASCIA: GRAVISSIMO ATTO DI INTIMIDAZIONE, LA QUERELA DI BERLINGUER A SCIASCIA
SI VUOLE IMPEDIRE L'ACCERTAMENTO DELLA VERITA' SUI 55 GIORNI DEL SEQUESTRO E DELL'UCCISIONE DI MORO?

SIAMO DI FRONTE AD UN VERO E PROPRIO TENTATIVO DI CRIMINALIZZARE SCIASCIA. UNA DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PARTITO RADICALE, GIUSEPPE RIPPA.

di Leonardo Sciascia

SOMMARIO: Dichiarazione di G. Rippa, segretario del P.R., iul quale sostiene che la querela di Berlinguer contro Sciascia "è un gravissimo atto di intimidazione". "Si vuole impedire alla commissione parlamentare...di accertare la verità...": prima se ne è allontanato Giacomo Mancini, ora si vuole "tappare la bocca" a Sciascia...

(NOTIZIE RADICALI, 28 maggio 1980)

Roma 28 maggio '80 - N.R. - In merito alla polemica tra lo scrittore e deputato radicale Leonardo Sciascia e il segretario del PCI, Enrico Berlinguer, il segretario nazionale del Partito Radicale, Giuseppe Rippa, ha diffuso oggi la seguente dichiarazione:

"La querela che il segretario del PCI, Enrico Berlinguer ha ritenuto di dover sporgere nei confronti di Leonardo Sciascia è priva di fondamento, affrettata e certamente frutto di pessima informazione. Berlinguer ha accusato Sciascia di averlo gravemente diffamato. Nulla di vero in tutto ciò: Sciascia si è limitato, come del resto più che suo diritto e suo dovere di commissario della commissione parlamentare, a porre domande. E' d'uopo ricordare che Sciascia, per la veste e l'incarico che ricopre, può e deve fare tutte le domande che ritiene opportune.

L'iniziativa del segretario del PCI è da intendere come un gravissimo atto di intimidazione, un vero e proprio tentativo di criminalizzare Sciascia, che degnamente segue la goffa uscita del segretario Longo e la sorprendente, sotto tutti i punti di vista, lettera di Cossiga.

La speculazione appare chiara e scoperta: si vuole impedire alla commissione parlamentare di accertare la verità su quei 55 giorni terribili del sequestro e dell'uccisione di Moro. Dalla commissione parlamentare di inchiesta, scandalosamente partita con due anni di ritardo, prima si è liquidato con pretestuose motivazione Giacomo Mancini, sicuramente uno dei commissari competenti e "fastidiosi". Ora si vuole tappare la bocca a Leonardo Sciascia. Si vuole costringere lui pure ad uscire dalla commissione d'inchiesta? Si vuole che taccia, che non rivolga più le domande che crede e ritiene opportune?

Si tratta di un'ignobile montatura, di un gran polverone, teso a svilire la commissione, a renderla inefficace, addomesticandola, colpendo chi in qualche misura può essere di disturbo".

 
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