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Fedeli Franco - 2 gennaio 1981
PORTO D'ARMI: ADESSO E' SOLO LICENZA DI SPARARE
Intervista a Franco Fedeli direttore di "Nuova Polizia"

SOMMARIO: Franco Fedeli risponde ad una serie di domande su una questione connessa al referendum sul porto d'armi, quella delle polizie private.

(NOTIZIE RADICALI, 2 gennaio 1981)

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LA FORMULAZIONE GIURIDICA

Volete voi l'abrogazione dell'art. 42, comma terzo (Il questore ha facoltà di dare licenza per porto d'armi lunghe da fuoco e il prefetto ha facoltà di concedere, in caso di dimostrato bisogno, licenza di portare rivoltelle o pistole, di qualunque misura o bastoni animati la cui lama non abbia una lunghezza a cm. 65) del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (T.U. delle leggi di Pubblica sicurezza) e successive modificazioni?

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Intervista a Franco Fedeli direttore di "Nuova Polizia"

- Quale arco di forze è coinvolgibile per un radicale intervento sulle polizie private?

Non credo che sulla carta ci possano essere forze politiche disposte a dichiararsi contrarie ad un progetto di riforma per le polizie private; questo perché ci troviamo di fronte ad un vero e proprio boom, ad un esercito che continua giornalmente ad ingrossarsi, ad armarsi, a darsi strumenti operativi sempre più sofisticati. Non a caso qualcuno ha definito questo preoccupante fenomeno "una fabbrica di miliardi" favorito da uno scarso rendimento delle forze di polizia dello Stato.

Sulla carta, quindi, tutti dovrebbero preoccuparsi di questa "forza" al servizio esclusivo di chi ha soldi per pagarli. Un ordine e una sicurezza intesi non come servizio pubblico ma come affare da inserirsi nelle colonne di un bilancio, tra i costi e i ricavi.

Lo spazio lasciato vacante nella lotta alla criminalità dalle forze di polizia viene via via occupato da organizzazioni private che nessuno riesce a controllare. Ma fino a questo momento non sembra che le forze politiche abbiano voluto prendere in seria considerazione una situazione che potrebbe aggravarsi ed esplodere in qualsiasi momento, con decine di migliaia di uomini che possono essere messi al servizio di un padrone qualunque. Ci fu in passato un tentativo da parte di Oscar Mammì, Presidente della commissione interni della Camera, di far luce sul problema delle polizie private, su quali e quanti interessi si nascondevano dietro e si propose una seria indagine conoscitiva del fenomeno: Sarebbe stata una analisi estremamente utile che non avrebbe mancato di dare un quadro allarmante alla situazione. Ma tutto è finito nel nulla.

- Quale via consigli di seguire, tra quelle che da parti diverse vengono indicate, e cioè:

1) abolizione delle polizie private, riconducendo le loro funzioni a P.S. e Carabinieri; utilizzazione del personale per funzioni non armate (protezione del patrimonio artistico ed ambientale);

2) drastica selezione e vaglio, nel quadro del mantenimento delle polizie private, sottoponendole a nuove regolamentazioni ed imponendo un netto accrescimento della professionalità e ulteriori garanzie;

3) forme di "parastatalizzazione" dei vigilantes, ossia riconduzione di questi organismi alle responsabilità istituzionali in materia di ordine pubblico;

4) arruolamento dei poliziotti privati, previe adeguate selezioni e controlli, nella polizia di Stato, per colmare il gravissimo disavanzo di energie della P.S.

Non credo che, allo stato attuale, sia possibile parlare di abolizione delle polizie private, perché la domanda di personale da adibire alla vigilanza dei negozi, aziende, banche, fabbriche è sempre crescente e le polizie di Stato non riescono, con i mezzi a loro disposizione, a coprire questi servizi. Si tratta invece di regolare con una legge le funzioni degli organismi privati, limitarne la sfera di azione, controllarne con estrema serietà le licenze e stabilire con chiarezza la idoneità dei titolari. Per evitare inoltre un processo di monopolizzazione delle polizie private che potrebbero finire nelle mani della grossa speculazione e perfino delle multinazionali, occorre effettuare un censimento delle aziende di tutte le province ed un attento esame su tutto il personale che vi presta servizio. Una regolamentazione di questa materia dovrebbe anche prevedere un livello di professionalità degli operatori che purtroppo oggi non esiste.

Non ritengo utile ricorrere a forme di parastatalizzazione dei vigilantes; si rischierebbe, in un paese dalle troppe polizie, di far nascere un'altra polizia.

Occorrerebbe, infine, che le assunzioni del personale da parte delle aziende fosse lasciata alla discrezionalità del titolare.

 
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