Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 26 feb. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
NR - 1 aprile 1989
Scheda cronologica su: LE INIZIATIVE NONVIOLENTE ALL'EST DEL PARTITO RADICALE
("Numero unico" per il 35· Congresso del Partito Radicale - Budapest 22-26 aprile 1989 - Edizioni in Inglese, Ungherese, Serbo Croato)

Settembre 1968

INVASIONE DELLA CECOSLOVACCHIA: LA PRIMA AZIONE NONVIOLENTA

ALL'EST

La prima azione nonviolenta in varie capitali dell'Est europeo viene effettuata come risposta immediata all'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'URSS del 21 agosto del 1968.

E' promossa dalla War Resisters' International e dal Partito radicale. A Sofia il segretario radicale Marco Pannella, insieme ad un gruppo di militanti, distribuisce volantini di dura condanna dell'invasione sovietica e dell'appoggio fornito dai paesi ``socialisti'' al soffocamento brutale della primavera di Praga.

I radicali vengono arrestati, sottoposti a duri interrogatori e quindi espulsi.

Aprile 1982

``VITA, PANE, DISARMO''

Il 19 aprile 1982 i radicali manifestano, simultaneamente, in tutte le capitali dei paesi dell'Impero sovietico. Alle 11,30 si aprono grandi striscioni in cui è scritto, nelle varie lingue, ``Vita, pane, disarmo'' e si inizia la distribuzione di volantini: per la salvezza dei 40 milioni di esseri umani ogni anno sterminati per fame; per stanziamenti tesi a salvare subito le persone altrimenti destinate a morte certa; per denunciare l'assenza dei paesi dell'Est nelle iniziative internazionali di aiuto ai paesi sottosviluppati.

Militanti francesi, spagnoli, italiani e belgi del Partito radicale manifestano a Mosca, Praga, Berlino est, Sofia, Budapest, Bucarest. Non a Varsavia a causa dell'imposizione della legge marziale che impedisce l'ingresso in Polonia degli stranieri. Tutti i manifestanti nonviolenti vengono fermati ed espulsi.

Ottobre 1983

IN PIAZZA SAN VENCESLAO PER IL DISARMO

21 ottobre 1983, Giornata per i disarmo e la pace proclamata dall'ONU. I radicali la celebrano in modo non rituale raggiungendo di nuovo l'Est europeo, per chiedere il disarmo all'Est come all'Ovest. Un pullman di militanti del Partito radicale raggiunge il confine cecoslovacco il 21 ottobre. Viene bloccato dalla polizia che non riesce però ad impedire il presidio della frontiera che dura tutta la notte e la mattinata del 22. Alle 13 del 22 ottobre tre militanti del Pr aprono a Praga, in piazza Venceslao, un grande striscione con la scritta ``Vita, pace, disarmo'' e iniziano a distribuire volantini in lingua ceca. Vengono arrestati e successivamente espulsi.

Agosto 1985

HIROSHIMA, QUARANT'ANNI DOPO

Hiroshima, quarant'anni dopo. In 14 capitali dell'Est e dell'Ovest decine di radicali italiani, francesi, belgi, spagnoli, manifestano contemporaneamente il 5 agosto a Washington, Mosca, Varsavia, Praga, Budapest, Berlino est, Berlino ovest, Atene, Ankara, Parigi, Roma, Madrid, Bruxelles, Belgrado. Chiedono interventi straordinari contro lo sterminio per fame nel Sud del mondo e una nuova normativa internazionale per il diritto all'obiezione di coscienza. Il volantino distribuito nelle varie lingue, tra l'altro, afferma: »Non ci sarà pace né sicurezza finché dominerà incontrastato lo sterminio per fame e per guerra. Non ci sarà né pace, né sicurezza, né fiducia reciproca finché a milioni di persone, ridotte a sudditi della dittatura, nell'Est dell'Europa, come nel Sud del mondo, sarà negato il diritto di conoscere, di parlare, di determinare le scelte dei propri paesi, rimuovendo il nazionalismo, il razzismo, l'insicurezza armata su cui classi e burocrazie edificano il loro potere sui popoli. Noi affermiamo

che i governi dei nostri paesi a regime parlamentare non potranno rivendicare la nostra supremazia democratica finché le loro scelte saranno condizionate e spesso determinate dagli interessi del complesso militare-industriale, finché negheranno il pieno esercizio del diritto all'affermazione di coscienza per tutti coloro che cercano di aprire la difficile ma obbligata strada per concepire una società e una difesa fondate sulla vita e sul diritto .

La manifestazione simultanea nei 14 paesi costituisce una svolta per il pacifismo tradizionale: i radicali propongono una nuova visione dei problemi della difesa e della sicurezza, che sposti la sua attenzione dai problemi esclusivamente legati agli armamenti a quelli del sottosviluppo e dello Stato di diritto.

A Mosca la polizia isola i manifestanti dai cittadini che stazionavano nella Piazza Rossa. Fermi e arresti ad Ankara, Belgrado, Bruxelles e Berlino est.

Settembre 1985

JUGOSLAVIA NELLA CEE

Radicali italiani, francesi e belgi distribuiscono oltre 50.000 volantini e autoadesivi per l'ingresso della Jugoslavia nella CEE e per la libertà di espressione a Belgrado, Dubrovnik e Zagabria. Dopo tre giorni di distribuzione dei volantini, i radicali vengono arrestati, processati ed espulsi.

Giugno 1986

CLAMOROSA MANIFESTAZIONE AL CONGRESSO DEL POUP

Il decimo Congresso del POUP, il partito comunista polacco, celebra il trionfo della normalizzazione di Jaruzelski, alla presenza di Gorbaciov. Il 30 giugno, proprio mentre il leader sovietico inizia il suo intervento dalla tribuna congressuale, otto radicali italiani, spagnoli, belgi e francesi, fra cui il deputato radicale italiano Corleone, aprono uno striscione proprio davanti alla sede del Congresso del POUP a Varsavia e cominciano a distribuire volantini in cui si chiede la libertà per i 250 detenuti politici e per i mille obiettori di coscienza in carcere. Vengono arrestati, processati d'urgenza, condannati ed espulsi dopo due giorni di carcere a pane e acqua.

Gennaio 1987

JARUZELSKI A ROMA, I RADICALI A VARSAVIA

Il governo italiano - primo tra quelli occidentali - invita il generale Jaruzelski a Roma, regalando credito politico a chi ha soffocato la spinta rinnovatrice di Solidarnosc e concedendo crediti economici e facilitazioni per la stipula di giganteschi contratti con aziende italiane. Questa duplice apertura di credito non viene condizionata a nessuna misura di democratizzazione e di libertà per i cittadini polacchi.

Il Partito radicale denuncia questo comportamento del governo italiano con una grande fiaccolata, cui partecipano migliaia di profughi polacchi, che raggiunge l'hotel dove risiede Jaruzelski.

Contemporaneamente, a Varsavia, militanti radicali aprono uno striscione, distribuiscono volantini e diffondono per circa un'ora un messaggio in lingua polacca grazie ad una attrezzatura portatile: ``la vostra libertà è anche la nostra''.

Settembre 1987

MOSCA: DISERTATE L'AFGHANISTAN!

Il 4 settembre i radicali distribuiscono a Mosca, presso le uscite della metropolitana, migliaia di volantini in cui s'invitano i giovani sovietici a rifiutare il servizio militare in Afghanistan: »Solo il diritto di manifestare contro la guerra dà a tutti - a voi e a noi - la garanzia per la pace; e per voi la guerra non è un miraggio in un futuro remoto, ma esiste già oggi .

Marzo 1988

ALLO STADIO A SPALATO

Spalato, 31 marzo. Tra coloro che colmano lo stadio per assistere alla partita di calcio tra Jugoslavia e Italia anche numerosi militanti radicali che aprono, davanti alle televisioni, striscioni per l'adesione della Jugoslavia alla CEE. Vengono arrestati, processati, condannati al pagamento di una ammenda ed espulsi.

Agosto 1988

A PRAGA, VENT'ANNI DOPO

Nel ventennale dell'invasione sovietica della Cecoslovacchia, radicali belgi, italiani, spagnoli e statunitensi distribuiscono in varie zone del paese decine di migliaia di volantini: »Non è sufficiente ricordare - è scritto nel volantino - noi siamo oggi in Cecoslovacchia per reclamare con la nonviolenza più rigorosa la libertà per i nostri fratelli perseguitati; noi chiediamo il rispetto dei diritti umani e civili fondamentali in Cecoslovacchia come in ogni altro paese .

I radicali agiscono indisturbati per due giorni, finché alcuni vengono fermati, sottoposti a lunghi interrogatori e infine costretti a leggere il testo del volantino davanti ad una telecamera.

Il 18 agosto l'azione nonviolenta si sposta in Piazza San Venceslao, la piazza di Jan Palach, dove viene aperto uno striscione di venti metri che reca la scritta ``Spolecneza demokracii; Sovetska vojska Prycze zeme; Svoboda; Lidska prava'' (Insieme per la democrazia; fuori le truppe sovietiche, libertà; diritti civili). Contemporaneamente un altro gruppo fa calare dalla statua di San Venceslao un altro striscione con la scritta ``Svoboda''.

Dopo pochi minuti gli striscioni vengono strappati dalla polizia ceca e i radicali vengono arrestati. Nella sede della polizia i radicali sono costretti ad aprire gli striscioni davanti alle telecamere. Il filmato sui ``pericolosi terroristi'' occidentali viene trasmesso dalla Televisione di Stato.

Dopo pochi giorni, il 21 agosto, migliaia di cittadini cecoslovacchi scendono in piazza nel ventennale dell'invasione sovietica. Il portavoce del governo di Praga accusa, nel corso di una conferenza stampa, i radicali di aver promosso e provocato la prima grande manifestazione dei cecoslovacchi dopo l'invasione sovietica.

 
Argomenti correlati:
Europa
Cecoslovacchia
ONU
Hiroshima
Polonia
Mosca
War Resisters International
Afghanistan
Pannella Marco
Corleone Franco
nr-1
antitotalitarismo
manifestazione
sofia
stampa questo documento invia questa pagina per mail