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Pannella Marco - 26 maggio 1989
CRISI-PANNELLA:" IL PAESE HA BISOGNO DI CERTEZZE E DI FIDUCIA NEL FUNZIONAMENTO NON PARTITOCRATICO DELLE ISTITUZIONI, A COMINCIARE DAL QUIRINALE. SEMBRA INVECE RIFORMARSI IL CLIMA DEL 1987, CON I SUOI DISASTROSI INTRIGHI DI PALAZZO. IL RINVIO ALLE CAMERE E' IL SOLO PERCORSO DEL QUALE NESSUNO PUO' NEGARE LA CORRETTEZZA".

SOMMARIO: [Si è aperta da poco la crisi del governo de Mita, con l'accordo di B. Craxi. Si tratta ancora una volta di crisi exraparlamentare]. M.Pannella interviene con una dura dichiarazione secondo la quale "la via maestra, semplice, corretta, istituzionale è quella del rinvio del governo De Mita alle Camere". La partitocrazia invece "sposta il tutto sul difficile e pericoloso gioco di coinvolgere come nel 1987 il Presidente della Repubblica"...Segue una analisi sui comportamenti delle parti in gioco ("Il Presidente della Repubblica...ha il complesso dell'antiformalismo"; "Il PCI rischia...di commettere errori analoghi a quello del 1987", "Il PSI è mobilitato in direzione opposta" a chi chiede una soluzione nonextraparlamentare, ecc.): "Il Paese - conclude Pannella - ha bisogno di certezza assoluta del rispetto delle norme, e del funzionamento "normale" delle istituzioni"...

(NOTIZIE RADICALI agenzia, 26 maggio 1989)

Roma, 26 maggio - N.R. - Marco Pannella ha dichiarato:

"La via maestra, semplice, corretta, istituzionale è quella del rinvio del Governo De Mita alle Camere. Su questo l'unanimità è garantita, ed è per questo che la partitocrazia "glissa" e sposta il tutto sul difficile e pericoloso gioco di coinvolgere come nel 1987 il Presidente della Repubblica in un'opera di mediazione partitica e di allargamento a forze di opposizione di tesi interne allo scontro di maggioranza onde farne prevalere gli obbiettivi.

Il Presidente della Repubblica ha come molti giuristi valorosi il complesso dell'antiformalismo e il gusto della politica, anche di Palazzo.

Il Partito Comunista rischia, sorprendentemente, di commettere errori analoghi a quello - fatale - del 1987.

Prevale anche ai vertici del PCI, insomma, quella sorta di pudore verso la lettera della norma o dei regolamenti, che apparterrebbe all'impoliticità garantista e all'ingenuità o al massimalismo legalitaristici.

Il ricorso ventilato a una "esplorazione" che aiuti il Presidente a decidere l'incarico è non priva di precedenti,ma resta tanto sospetto o inutile o pericoloso quanto il rinvio alle Camere è utile, limpido e privo di pericoli per chi non ha interessi di fazione da far prevalere contro quelli della "nazione", della legge e della norma "normale".

Noi ci auguriamo che il Presidente della Repubblica non sia tentato a dare una sorta di compensazione a coloro che due anni fa furono "scontentati", malgrado difendessero la legislatura e i referendum, e che oggi, a loro volta, giocano disperanti e disperate carte sfasciste.

Non solamente radicali e verdi, ma anche liberali e repubblicani, e parti della DC, non solamente osservatori autorevoli ritengono auspicabile preferire la strada più semplice e corretta. Certo, il PSI è mobilitato in direzione opposta, e Forlani e Gava consentono...

Mi sembra che, in un clima squadristico che annulla di fatto la piena legittimità delle votazioni sottraendo all'elettorato il diritto-dovere di conoscere per deliberare, il Paese abbia bisogno di certezza assoluta del rispetto delle norme e del funzionamento "normale" delle istituzioni, e della serenità conseguente al constatare che il Quirinale riacquisti la sua altezza e il suo distacco, se non si vuole che anch'esso sia sommerso come nel 1987 dalla piena partitocratica."

 
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