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Pannella Marco - 1 giugno 1989
PANNELLA: "NEL PAESE S'ESTENDE INQUIETUDINE E TIMORE A CAUSA DELLO SFASCISMO DEL PSI. E SI TORNA A VOTARE DC. E SE I LAICI E IL PCI NON SONO IN GRADO DI TRANQUILLIZZARE IL PAESE..."

SOMMARIO: [Siamo nel corso della campagna per le elezioni europee, Pannella è candidato nella circoscrizione sud in una lista "Liberali, Repubblicani, Federalisti", dove sarà eletto]. Secondo Pannella, "nel paese si va affermando un sentimento di timore, di insicurezza che, come sempre, provoca un riflesso di aggregazione e di rifugio nel voto alla DC". Il paese ha capito, ed è più avanti della partitocrazia: "la verità è che la linea avventurosa e avventurista seguita dal PSI e da Bettino Craxi comincia a rappresentare un pericolo per le istituzioni". Non è un caso che il MSI lo appoggi. E' chiaro anche che "il fallimento dei due anni di governi democristiani...ha avuto come concausa il sistematico sabotaggio politico e anche istituzionale del PSI", il quale vuole dimostrare che solo Bettino Craxi può guidare il Paese. Ma Craxi "ha sbagliato misura". Oggi, dare più voti a Craxi (ma anche al PCI) sarebbe un errore.

(NOTIZIE RADICALI agenzia, 1 giugno 1989)

Roma, 1· giugno - N. R. - Marco Pannella, capolista con Elena Croce della Lista "Liberali, Repubblicani, Federalisti" nella circoscrizione SUD, ha oggi dichiarato:

"Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere. Nel Paese si va affermando un sentimento di timore, di insicurezza che, come sempre, provoca un riflesso di aggregazione e di rifugio nel voto alla DC.

Nel Paese v'è chi ha compreso quel che l'intera partitocrazia sa, ma che per omertà e vecchi riflessi di schieramento non ha la chiarezza, la responsabilità e l'onestà intellettuale e politica di denunciare. Nè sufficiente forza e intelligenza per contrapporvisi.

La verità è che la linea avventurosa e avventurista seguita dal Psi e da Bettino Craxi comincia a rappresentare un pericolo per le istituzioni e per quel che resta di democrazia nella "democrazia reale" italiana. Non è certo un caso che il solo partito che oggi sembri valutare positivamente la politica craxiana sia il Msi, e che i suoi elettori probabilmente costituiscano buona parte di quel due per cento di incremento che il PSI, dopo cinque anni, consegue.

E' chiaro a molti che il fallimento dei due anni di governi democristiani, da Goria a De Mita, ha avuto come concausa il sistematico sabotaggio politico e anche istituzionale del Psi, che è andato ben oltre quella politica del 'doppio binario' che si rimproverava al PCI nei governi del primissimo dopoguerra, per assumere caratteristiche di sistematica politica di deragliamento, per dimostrare - con questo gioco al massacro - che solo Bettino Craxi e il Psi possono guidare potere e governi nel nostro Paese.

Probabilmente Craxi ha mancato di misura: ha voluto proporre il volto di una forza energica e tranquilla, ma il carattere e il trasformismo gli hanno preso la mano e ha finito per spaventare coloro che voleva conquistare, e per conquistare solo una quota parte dell'elettorato di Almirante e dei nostalgici - a sinistra - dell'attesa di qualche "baffone" nostrano. Comunque è chiaro: più voti a Craxi significa più voti alla DC, alla conservazione e alla reazione. Anche il Pci farebbe bene a non prendere bubbole per lanterne, a non inseguire vecchi schemi culturali, secondo i quali i pericoli per la democrazia non vengono in genere da 'sinistra'.

Se è la Dc a sembrare far scudo contro politiche irresponsabili, e non il Pci o i laici, non c'è poi nè da meravigliarsi, nè da protestare se la gente torna a cadere nella trappola del trasformismo soft della Dc. "

 
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