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Spadaccia Gianfranco - 31 marzo 1991
RADICALI PER LA RIFORMA
NASCE L'A.R.CO.D. - Associazione radicale per la costituente democratica

di Gianfranco Spadaccia

SOMMARIO: RIPRENDERE E RILANCIARE IL GRANDE PATRIMONIO DI IDEE E DI LOTTE RADICALI PER LA RIFORMA DELLA POLITICA E DEI PARTITI E PER CONQUISTARE UNA ALTERNATIVA DI DEMOCRAZIA, DI LEGALITA' E DI DIRITTO ALLA CRISI DELLA PARTITOCRAZIA.

(Pubblicazione dell'ARCOD - Associazione radicale per la Costituente democratica - 31 marzo 1991)

L'Assemblea dei promotori che si è svolta a Roma il 16 marzo ci ha dato mandato di convocare il Congresso dell'Associazione radicale per la costituente democratica e per la riforma della politica, che è fissato a Roma per il 20 e 21 aprile, all'Hotel Leonardo da Vinci.

Quando ci riuniremo, il nostro dibattito e le nostre scelte dovranno misurarsi con il precipitare di una crisi politica e istituzionale che non ha precedenti: non perchè la Repubblica non abbia conosciuto nel passato -dal "caso Tambroni" fino ai torbidi tentativi di influenzare Pertini e di portarlo a nominare un "governo del Presidente" nei giorni del caso D'Urso- rischi anche più gravi,ma perchè questa volta il "caso Cossiga" ha rotto e fatto saltare gli equilibri politici sui quali la partitocrazia ha fin qui retto le sorti del paese.

E' difficile immaginare se potranno ricomporsi, e come.Ma è probabile che nulla sarà più come prima. Il che purtroppo non vuol dire affatto che sarà meglio di prima, perchè nulla è stato fatto per predisporre alternative democratiche alla crisi della partitocrazia che era fin troppo prevedibile.

Sicchè in assenza di disegni e progetti riformatori, seri e credibili, non è da escludere che la crisi attuale possa aprire le porte all'avventura. Nè è impossibile che coloro che sperano oggi di trarne vantaggio nella difesa del proprio ruolo istituzionale (Cossiga) dai complotti che crede di aver intravisto negli attacchi che di volta in volta gli sono stati rivolti, o nell'affermazione della propria candidatura a sostituire la DC nella centralità degli equilibri politici del regime (Craxi), debbano scoprire amaramente domani di essere stati gli apprendisti stregoni di una ulteriore disgregazione dello Stato e delle sue istituzioni, e invece di aver superato e riassorbito le spinte laceranti delle Leghe di averle invece enfatizzate e favorite. Il momento è dunque difficile. Saremo con ogni probabilità in piena crisi di governo e alla vigilia di una nuova crisi di legislatura. Dobbiamo essere in molti: molto più dei 120

che fino a questo momento si sono iscritti all'Associazione sui 450 circa che al recente congresso "italiano" del P.R. aderirono al primo progetto di costituire questa Associazione.

Questo è l'unico "foro" che i radicali hanno per discutere della crisi politica e istituzionale della Repubblica. Ma questo vale anche per molti non radicali -liberaldemocratici, socialisti, laici senza tessera, cattolici liberali, ex comunisti che avevano sperato in qualcosa di più e di meglio dell'attuale PdS- che avevano condiviso la speranza e l'obiettivo di riforme elettorali e istituzionali davvero democratiche, e l'esigenza di un radicale superamento della frantumazione partitocratica.

Se gli appuntamenti riformatori sono caduti, con la caduta dei referendum elettorali, se le promesse di grandi "costituenti democratiche" si sono rivelate illusorie, non per questo si deve rinunciare, non per questo ci si deve arrendere lasciando la politica ai vecchi arnesi della partitocrazia che hanno prodotto la situazione attuale, che non hanno avuto la capacità di prevederla e di preparare ad essa alternative. Anche per i non radicali, dunque, anche per i riformatori che vengano da altre parti, questo congresso e questa "associazione" possono essere il luogo per incontrarci, per discutere, per scegliere insieme e insieme rompere ormai ingiustificabili e insopportabili separatezze.

Questo è quanto ci auguriamo sia possibile, in tanti, cominciare a fare, il 20 e 21 aprile a Roma, utilizzando intanto questo primo strumento di azione politica, questa associazione radicale, aperta all'adesione di non radicali, nella consapevolezza che essa non è una alternativa , ma la premessa necessaria di aggregazioni più ampie.

Gianfranco Spadaccia

 
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