ALLEGATO SULLA POLITICA ESTERA
1- Si’ alla Patria Europea, No all’Europa delle Patrie: per la riforma in senso federale dell’Unione Europea e per il suo allargamento alla Turchia e ai paesi democratici del Mediterraneo impegnati nella riforma democratica delle loro istituzioni; per l’allargamento dei diritti civili e politici, e quindi degli istituti di democrazia diretta, a partire dal referendum europeo, per tutti i cittadini, contro le illusioni nazionaliste.
2- Promozione della democrazia, della pace e dei diritti umani in tutto il mondo: Impegno a sostegno dell’iniziativa della Comunita’ delle Democrazie (verso l’istituzione dell’“Organizzazione Mondiale della e delle Democrazie”) per rafforzare la collaborazione istituzionale e le alleanze internazionali tra i paesi democratici contro il riemergere degli autoritarismi, dei nazionalismi e dei protezionismi. In particolare, occorre lavorare per rafforzare in sede ONU il Gruppo dei Paesi Democratici (Democracy Caucus) quale possibile esempio di un multilateralismo capace di promuovere la pace e la democrazia attraverso l’affermazione del rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata ormai nel lontano 1948.
3- Riforma dell’ONU: solo un’alleanza tra i grandi paesi democratici puo’ garantire una riforma davvero “democratica” dell’ONU, a partire da quella in senso federale dei gruppi regionali che la compongono. Per quanto riguarda la riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, occorre tenere conto dell’emergere a livello internazionale della crescente importanza di gruppi regionali che sono sottorappresentati all’interno dell’unico organismo globale che ha potere decisionale sulle questioni relative al “mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”. Per questo e’ ormai anacronistica, anche all’interno del Consiglio di Sicurezza, l’assenza di un seggio europeo e la presenza come membri permanenti con potere di veto di Francia e Gran Bretagna.
4- Basta soldi ai dittatori e lotta alla poverta’ a livello globale: aumento del budget della cooperazione italiana allo sviluppo (prima fase: fino all’obiettivo dello 0,33%, e poi fino allo 0,7%), e contestuale messa in discussione degli accordi economici e di cooperazione con quei paesi che non applichino le clausole relative al rispetto della libertĂ , della democrazia, dei diritti umani e dei diritti civili. No alle politiche di embargo commerciale totale poichĂ© il commercio favorisce la conoscenza reciproca degli stili di vita e delle culture, minando alla radice le societĂ chiuse e autoritarie.
5- Conversione delle spese militari in spese e strutture civili: conversione, all’interno dei bilanci della Difesa, di fondi attualmente impiegati per attivita’ militari in “armi di attrazione di massa”, cioe’ per attivita’ radiofoniche, televisive e telematiche a favore della promozione della libertĂ di informazione, dei diritti umani e della democrazia.
6- Moratoria universale pena di morte: approvazione entro la fine dell’anno della prima risoluzione per la Moratoria Universale da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU.
7- Tribunale penale internazionale: sul piano interno, adeguamento normativo italiano allo Statuto della Corte; sul piano internazionale, sostegno politico ed economico all’operativitĂ effettiva della giurisdizione internazionale a partire dalle indagini in corso in Darfur.
8- Oppio Afgano: porre fine al proibizionismo sull’oppio in Afghanistan per consentire la produzione di farmaci di cui il paese ha estremo bisogno, e ridurre cosi’ in modo consistente i profitti delle organizzazioni criminali e terroristiche che destabilizzano quel paese.