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Non vedo mostri all'orizzonte Sto con la scienza

• da Libero del 6 settembre 2007, pag. 1

di Vittorio Feltri

L'esperienza suggerisce di non vedere catastrofi imminenti in ogni novità e neppure di considerare ogni novità portatrice di benefici. Alle cose bisogna guar­dare dentro. Per emettere giudizi e non esprimere solo pregiudizi occorre sapere e capire. Ecco perché non sono contrario a priori ai cosiddetti embrioni-chimera per la produzione di cel­lule staminali da utilizzare nell'ambito della ricerca scientifica allo scopo di curare malattie.

 

La decisione della Gran Bretagna di aprire agli embrioni ibridi (99,9 per cento umani e 0,1 per cento animali) non è segno di imbarbarimento della scienza; al contrario favorisce ulteriori progressi verso la soluzione di vari problemi che affliggono l'uma­nità.

 

Il perché è presto detto. Anzi­tutto gli embrioni in questione non saranno inseriti nell'utero della donna (il divieto è specifi­co) quindi non esiste il rischio di creare in laboratorio dei mostri, e chi pensa questo ha visto troppi film di fantascienza. Inoltre, il fatto che certi esperimenti ai li­miti dell'immaginazione si svol­gano - sotto rigoroso controllo - in Inghilterra, ossia il Paese più avanzato e civile al mondo, è garanzia di serietà.

 

Non è proprio il caso di pensare che le stan­ze asettiche adibite alla ricerca negli istituti londinesi si trasformino in gabinetti di tipo na­zista, frequentati da scienziati pazzi. Sarebbe una forzatura priva di riscontri logici nella realtà di oggi. Qui si tratta semplicemente di prose­guire negli studi rispettando le regole a tutela di princìpi etici condivisi. Tutto il resto è fanta­sia disturbata da bigottismi e non ha titoli per essere un im­pedimento a scoprire rimedi a malattie finora incurabili.

 

Tra l'altro è velleitario il tentativo di ingabbiare la scienza e chi vi si dedica adducendo mo­tivi di ordine fideistico. La ricer­ca per definizione non ha con­fini nazionali: quello che si proibisce in Italia, per esempio, non lo sì può proibire in Giap­pone o in Corea né, tantomeno, in Gran Bretagna dove ini­zialmente l'opinione pubblica era scettica o addirittura con­traria agli embrioni-chimera; poi, grazie ad una informazio­ne corretta, ha cambiato pare­re. Il 60 per cento dei britannici adesso incoraggia le sperimen­tazioni.

 

Aspettiamoci comunque po­lemiche aspre in ambito euro­peo, particolarmente qui dalle nostre parti influenzate come sono dal pensiero cattolico. Pensiero legittimo, per carità. Ovvio che il Papa e il clero ne siano interpreti convinti e attivi. E quando parlano nessuno ha il diritto di gridare all'interferenza.

 

Ciascuno dica quel che gli garba. L'impor­tante è che alla fine vinca la tesi prevalente, se­condo il metodo democratico.

 

Un'ultima osservazione. Spesso quanto av­viene nei laboratori ci sembra orribile e spa­venta, ma tutti desideriamo vivere meglio (sa­ni) e più a lungo, e quando siamo colpiti da una grave malattia, all'im­provviso, ciò che spa­ventava alimenta la speranza di poter guarire. E ci affidiamo alla scienza co­me bambini alla mamma.

 



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