L'esperienza suggerisce di non vedere catastrofi imminenti in ogni novità e neppure di considerare ogni novità portatrice di benefici. Alle cose bisogna guardare dentro. Per emettere giudizi e non esprimere solo pregiudizi occorre sapere e capire. Ecco perché non sono contrario a priori ai cosiddetti embrioni-chimera per la produzione di cellule staminali da utilizzare nell'ambito della ricerca scientifica allo scopo di curare malattie.
La decisione della Gran Bretagna di aprire agli embrioni ibridi (99,9 per cento umani e 0,1 per cento animali) non è segno di imbarbarimento della scienza; al contrario favorisce ulteriori progressi verso la soluzione di vari problemi che affliggono l'umanità.
Il perché è presto detto. Anzitutto gli embrioni in questione non saranno inseriti nell'utero della donna (il divieto è specifico) quindi non esiste il rischio di creare in laboratorio dei mostri, e chi pensa questo ha visto troppi film di fantascienza. Inoltre, il fatto che certi esperimenti ai limiti dell'immaginazione si svolgano - sotto rigoroso controllo - in Inghilterra, ossia il Paese più avanzato e civile al mondo, è garanzia di serietà.
Non è proprio il caso di pensare che le stanze asettiche adibite alla ricerca negli istituti londinesi si trasformino in gabinetti di tipo nazista, frequentati da scienziati pazzi. Sarebbe una forzatura priva di riscontri logici nella realtà di oggi. Qui si tratta semplicemente di proseguire negli studi rispettando le regole a tutela di princìpi etici condivisi. Tutto il resto è fantasia disturbata da bigottismi e non ha titoli per essere un impedimento a scoprire rimedi a malattie finora incurabili.
Tra l'altro è velleitario il tentativo di ingabbiare la scienza e chi vi si dedica adducendo motivi di ordine fideistico. La ricerca per definizione non ha confini nazionali: quello che si proibisce in Italia, per esempio, non lo sì può proibire in Giappone o in Corea né, tantomeno, in Gran Bretagna dove inizialmente l'opinione pubblica era scettica o addirittura contraria agli embrioni-chimera; poi, grazie ad una informazione corretta, ha cambiato parere. Il 60 per cento dei britannici adesso incoraggia le sperimentazioni.
Aspettiamoci comunque polemiche aspre in ambito europeo, particolarmente qui dalle nostre parti influenzate come sono dal pensiero cattolico. Pensiero legittimo, per carità. Ovvio che il Papa e il clero ne siano interpreti convinti e attivi. E quando parlano nessuno ha il diritto di gridare all'interferenza.
Ciascuno dica quel che gli garba. L'importante è che alla fine vinca la tesi prevalente, secondo il metodo democratico.
Un'ultima osservazione. Spesso quanto avviene nei laboratori ci sembra orribile e spaventa, ma tutti desideriamo vivere meglio (sani) e più a lungo, e quando siamo colpiti da una grave malattia, all'improvviso, ciò che spaventava alimenta la speranza di poter guarire. E ci affidiamo alla scienza come bambini alla mamma.