Caro Direttore, per ironia della sorte, o per Disegnodella Provvidenza, il numero di Micro-Mega che contiene la dettagliata ricostruzione della euÂtanasia di Karol Wojtyla è uscito lo stesso giorno (veÂnerdì scorso) in cui la Santa Sede ribadiva solennemente che la mancata somministraÂzione di nutrimento, se neÂcessario per via artificiale — non solo al malato grave, ma perfino ad un corpo umano in stato vegetativo e con encefaÂlogramma piatto - costituiva comportamento eutanasico. Ovvio, perciò, che nei giorni immediatamente successivi, il medico curante di Giovanni Paolo II si sia affrettato a neÂgare le "voci" sulla "buona morte" del pontefice (proprio in una intervista a Orazio La Rocca, pubblicata con grande evidenza da questo giornale). Il professor Buzzonetti ha preferito non citare il lungo e dettagliato saggio pubblicato da MicroMega, a firma della professoressa Pavanelli, aneÂstesista (già  direttore della scuola di specializzazione in Anestesia e rianimazione delÂl'università di Ferrara), perÂché, parlando genericamente di "voci", ha potuto così evitaÂre di dover entrare nel merito della ricostruzione stessa. Ma è proprio la smentita di Buzzonetti che non smentisce nulla. Non smentisce e non può smentire, infatti, una riÂcostruzione che la professoressa Pavanelli ha condotto utilizzando  esclusivamente documenti ufficiali della SanÂta Sede e dell'entourage del Papa, e in particolare il libro dello stesso Renato Buzzonetti ("LasciateÂmi andare - la forza nella deÂbolezza di GioÂvanni Paolo II", edizioni   San Paolo, 2006) che riprende, sisteÂmatizza e approfondisce i bollettini mediÂci quotidianaÂmente emessi a suo tempo.
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Del resto, il professor BuzÂzonetti si conÂcentra sugli "ulÂtimi istanti" di Karol Wojtyla, benché la professoressa PaÂvanelli non di questi "ultimi istanti" si sia occupata, sui quali non avanza alcun rilieÂvo, bensì dei due mesi preceÂdenti la morte del Papa. Lina Pavanelli, infatti, mette a confronto i dati clinici su questi due mesi forniti da BuzzonetÂti (e i comunicati del portavoÂce della Santa Sede Navarro-Valls), con i documenti di etiÂca medica dell'ortodossia cattolica, dall'enciclica "Evangelium vitae" che ha caÂratterizzato il pontificato di Karol Wojtyla, ai "Quaderni di Scienza e Vita", e infine al testo del Comitato nazionale per la bioetica del 30 settemÂbre 2005, in cui la maggioranÂza cattolica, con il voto conÂtrario di tutti i laici, tentava di imporre le norme dell'"Evangelium vitae" alla legislazione italiana.
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Tutti questi testi dicono chiaramente che: 1) l'alimenÂtazione e l'idratazione dei paÂzienti, anche se in stato vegeÂtativo persistente, deve essere somministrata comunque; 2) non vi è distinzione tra un atÂto che affretta la morte e una omissione che provoca la stessa conseguenza: in enÂtrambi i casi si tratta di eutaÂnasia.
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La dottrina ufficiale della Chiesa (che a molti tra noi laiÂci appare semplicemente mostruosa, perché non riÂspetta la volontà del malato terminale, nel caso non voglia più soffrire la tortura cui è orÂmai ridotta la sua vita) è perÂciò assolutamente chiara: non nutrire artificialmente un paziente, se tale mancata nutrizione affretta la sua morte, significa partecipare ad un atto eutanasico.
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Ora, il dettagliatissimo sagÂgio di Lina Pavanelli dimostra esattamente questo: nelle settimane che precedono la sua morte, Karol Wojtyla diÂventa progressivamente incapace di alimentarsi, tanto è vero che dimagrisce a vista d'occhio (15 chili secondo l'agenzia Adn Kronos, 19 chili secondo Repubblica, nel giro di due settimane!), ma il sondiÂno nasogastrico per l'alimenÂtazione artificiale gli viene apÂplicato solo "l'ultimo giorno prima del crollo finale".
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Giovanni Paolo II, insomÂma, non è morto né per una crisi respiratoria né per il Parkinson, ma a causa di una mancata nutrizione che, se somministrata come da moÂrale cattolica, lo avrebbe fatto vivere più a lungo. Quanto più a lungo non sappiamo, ovviaÂmente. Ma certamente "anÂcora a lungo".
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Non posso qui riprodurre le minuziose argomentazioni cliniche della professoressa Pavanelli, esposte però con una chiarezza didattica tale che anche il non medico rieÂsce a seguirle perfettamente. Il saggio si domanda anche come mai dei medici cattolici abbiano compiuto una scelta incompatibile con il magisteÂro della Chiesa. E anche qui, con una indagine minuziosa e logicamente ineccepibile, la Pavanelli arriva alla concluÂsione che il rifiuto della nutriÂzione artificiale non può esseÂre venuto che dalla volontà dello stesso Papa. Se i medici non lo avessero avvertito delÂla situazione e delle conseÂguenze, o avessero agito senÂza il suo consenso, infatti, avrebbe compiuto un reato perseguibile penalmente (non un suicidio assistito, ma un omicidio di non-consenziente: un omicidio tout court, insomma). Il che è impensabile.
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Che nessuna smentita sia in realtà venuta dalla "smentiÂta" del profesÂsore BuzzonetÂti, è confermato del resto da un episodio tanto sconcertante quanto signifiÂcativo. Il giorno prima che Buzzonetti  conceÂdesse l'interviÂsta a RepubbliÂca, sulla prima pagina del "Corriere della sera" usciva un articolo di Luigi Accattoli, vaticanista  notissimo, nel quale si riconosceva la conÂtraddizione insanabile tra dottrina cattolica e mancata nutrizione artificiale del PaÂpa, ma si rispondeva che in realtà tale nutrizione c'era stata, anche se i comunicati ufficiali l'avevano taciuta.
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Accattoli accredita tale sua ricostruzione parlando di una personale "inchiesta tra le persone che accostarono il Papa lungo l'ultimo mese". Ora, sarebbe interessante saÂpere chi sono queste "persoÂne", visto che il capo dello staff medico (cioè delle uniche persone che potevano inÂserire il sondino nasogastriÂco) nella sua intervista del giorno dopo a Repubblica, non fa parola della "scoperta" di Accattoli.
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Viene perciò il sacrosanto dubbio che imprecisati, ma evidentemente più che uffiÂciali, ambienti vaticani, nella veste di ancor più imprecisate "persone", vogliano accrediÂtare in forma ufficiosa una nuova versione ad hoc delle ultime settimane del Papa, viÂsto che quella ufficiale fin qui reiterata non potrebbe sottrarsi alla circostanziata acÂcusa di eutanasia (secondo la definizione di eutanasia della Chiesa cattolica, sia chiaro).
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Ecco perché, la prossima settimana MicroMega orgaÂnizzerà una conferenza stampa, in cui la professoresÂsa Pavanelli risponderà a tutÂte le obiezioni con ogni dettaglio possibile. Inutile dire che a tale conferenza stampa, e per un pubblico confronto, MicroMega invita fin da ora il professor Buzzonetti, l'ex-portavoce della Santa Sede Navarro-Valls (che oltre tutto è medico) e il suo successore padre Lombardi, Luigi AccatÂtoli, e tutte le "persone" che hanno assistito Karol Wojtyla nelle ultime settimane di vita.