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E adesso diteci tutto (ma proprio tutto) sul complottone dell'11/9

• da Corriere della Sera del 29 ottobre 2007, pag. 26

di Pierluigi Battista

Adesso però non si lascino inebriare dalla trionfale sfilata sul red carpet della Festa romana del cine­ma. Il brain trust Vidal-Chomsky-Chiesa-Cardini non riposi sugli allori del film «Zero» con le suadenti voci narranti di Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia. Si ri­metta alacremente al lavoro, quantifichi dettagliatamen­te, non trascuri nemmeno una cifra del colossale complot­to bushista-sionista che ha insanguinato l’11 settembre 2001 scaricando vigliaccamente ogni colpa su Osama Bin Laden. Hanno dimostrato che si è trattato di un'orrenda cospirazione dell'impero americano? Non si accontenti­no dei risultati raggiunti, dicano quante migliaia e miglia­ia di sicari della Cia hanno partecipato alla macchinazio­ne, smascherino il complotto di massa, l'unico grande complotto di massa della storia, che ha organizzato la demolizione controllata del World Trade Center, mentre miliardi di ebeti sprovveduti sono stati indotti a credere alla favola sionista, e cioè che la colpa sia tutta degli aerei islamisti che si sono piantati nelle due torri di New York. Si concentrino senza divagare sul particolare delle esplosioni messe a punto per fare cadere le torri gemelle più altri grattacieli nelle vicinanze. Dicano quante centi­naia di autisti, scaricatori, ausiliari sotto contratto Cia hanno trasportato tonnellate di esplosivi con giganteschi camion per giorni e giorni consecutivi prima dell'11 set­tembre per buttare giù le torri senza che nemmeno un newyorchese se ne accorgesse, sfiorato dal sospetto per l'immane traffico di tir e cingolati mi­metizzati. Dicano quanti sono gli ad­detti pagati dal Mossad per tenere fuori centinaia di migliaia di persone giorno e notte da quella zona di Manhattan tanto affollata di capita­listi yankee che scorrazzano attorno ai loschi affari di Wall Street. Dicano quanti sono i sicari che si sono travestiti da vigilantes delle decine di uffici del World Trade Center per far finta di niente di fronte allo spettacolo di chissà quanti agenti bushisti-sionisti che, fischiettando per non dare nell'occhio, hanno piazzato le cariche esplosive, sistemato gli inneschi, camuffato gli ordigni in atte­sa dell'ora X senza farsi scoprire dalle migliaia e migliaia di occasionali visitatori delle due torri. Dicano quanti so­no i poderosi trasportatori che con forza erculea, essendo presumibilmente fuori uso ascensori e montacarichi bloc­cati per via dell'elettricità sionisticamente staccata duran­te le operazioni di trasbordo esplosivo, hanno portato sottobraccio quei pacchi pericolosissimi, torcia in bocca, sulle decine di piani dei grattacieli bushisti. Dicano quan­ti artificieri della Cia hanno imbottito di materiale esplo­sivo anche l'edificio numero 7, situato nelle adiacenze del­le due torri, anch'esso preso di mira dai loschi agenti della Cia e ridotto in poltiglia attraverso la demolizione con­trollata eroicamente scoperta dagli infaticabili segugi del complottismo.

 

Centinaia di complici? Macché, migliaia. Ma siano più precisi. Conteggino i membri delle famiglie, gli amici, i semplici conoscenti dei finti garagisti che nottetempo hanno ospitato a New York tutti gli automezzi adibiti al trasporto dell'esplosivo, o gli specialisti che da lontano hanno provveduto all'azionamento dei timer. Dicano quanti sporchi dollari ci sono voluti per comprare l'omer­tà di migliaia e migliaia di persone per oltre sei anni. Il mondo vuole sapere e loro perdono tempo con la Festa del cinema di Roma. Facciano in fretta, però. La Cia è già all'opera per ridicolizzare il loro lavoro. Sarebbe una beffa per gli smascheratori del mostruoso complotto im­perialista. Chi li inviterebbe più nei festival cinematogra­fici? A Cannes, a Cannes.


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