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Federico su 'Il Riformista': Doppia tessera in nome della Rosa
Valerio Federico, segretario Ass.E.Tortora – Radicali MilanoIgor Boni, presidente Ass. Radicale A.Aglietta di Torino

Torino, 1 novembre 2007

• Il Riformista 01/11/2007 pag.7

Una doppia tessera in nome della Rosa. In altre occasioni, negli anni 60’, 70’ e
80’, noi, socialisti e radicali abbiamo riconosciuto comuni urgenze affidandoci a
questo strumento. Da subito dobbiamo, insieme, rinforzare l’azione riformatrice di
stampo anglosassone sui temi dell’economia, del mercato del lavoro e degli
ammortizzatori sociali. Le resistenze conservatrici della sinistra comunista e di
parte del sindacato - che tutelano i tutelati - e le ricette protezionistiche di
Tremonti, della Lega e tradizionalmente di Confindustria, complici dello stesso
disegno, necessitano una risposta forte. E’ fondamentale rompere con la politica
dell’acquisto del consenso con lo strumento della spesa pubblica, utilizzato per
consolidare l’impalcatura italiana corporativa, concertativa e consociativa.
Assetto, in ultima analisi, illiberale e antisociale.
La spesa pubblica ha foraggiato, inoltre, come ben denunciato recentemente da Curzio
Maltese, in dimensioni perfino sottostimate dai Radicali, il potere vaticano e da
qui la seconda urgenza che deve vedere un’azione comune di resistenza delle forze
non benedette dalla curia. Al contempo le nostre formazioni politiche devono
proseguire e intensificare le iniziative a difesa della legalità delle Istituzioni:
il caso degli 8 Senatori eletti ma esclusi dal Senato per una interpretazione
truffaldina della legge è lì a mostrarci a quale livello di degrado è giunta
l’Italia. Lo stesso impegno deve essere profuso per conquistare nuove libertà
individuali e preservare la laicità dello Stato, patrimonio politico abbandonato in
primo luogo dal neonato Partito Democratico, all’interno del quale si è riproposta
la pratica della non-scelta che ha già in gran parte minato l’azione del governo
Prodi. Come rafforzare, da subito, l’area delle riforme liberali, laiche, socialiste
e radicali? La doppia tessera porta alla condivisione di responsabilità alle quali
non possiamo e non vogliamo sottrarci, è un’espressione del pensiero laico e critico
contro l’uomo dalla sola fedeltà. Provochiamo dunque una crescita liberale e
radicale del nuovo PS e una crescita socialista di Radicali Italiani riaffermando,
in questa fase storica, la scelta di essere, contemporaneamente, liberali,
socialisti, laici e radicali. I problemi, irrisolti, della Rosa nel Pugno non ne
hanno intaccato la validità del progetto. Prendendo atto che la Rosa ha determinato
l’alternanza in questo Paese e che non vi è stata, però, un’evoluzione positiva sul
piano della nascita di un partito unico, pensiamo che il patrimonio di idee e
l’esperienza sviluppata debbano essere preservati, per garantire una ripresa delle
battaglie di libertà. Con la nostra iniziativa vogliamo, altresì, scongiurare che il
partito che è stato di Loris Fortuna scelga la strada, escludente, di vietare il
doppio tesseramento.
La possibilità di scegliere, ora, la doppia tessera radicale e socialista non lascia
alibi ad alcuno. I Radicali Italiani sono riuniti in Congresso. La vita di questo
soggetto politico è determinata, oltrechè dall’azione politica dei militanti,
dall’iscrizione come atto di responsabilità e come investimento. A breve sarà
possibile iscriversi al Partito Socialista. In queste ore molti compagni radicali e
socialisti  stanno scegliendo questa strada. Con Franco D’Alfonso e Andrea Parini
abbiamo promosso questa iniziativa perché nulla rimanga intentato nell’impresa di
riformare questo Paese, perché tutti gli strumenti a disposizione, in primis i
movimenti politici di cui facciamo parte, siano più forti, in nome della Rosa. 


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