Il Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, riunitosi al Parlamento europeo di Bruxelles il 7 e 8 Dicembre 2007 al termine della Conferenza “Una sola rivoluzione: nonviolenta, federalista, laica, liberale per Europa Medio Oriente Mediterraneo e...oltre”, promossa insieme al Gruppo dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa;
preso atto della Relazione sulla situazione del Partito presentata dal Vice-presidente vicario del Senato del partito Maurizio Turco;
considerato che lo scorso anno il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito ha lanciato la campagna per il “Primo Satyagraha Mondiale per la Pace”, in particolare attraverso il "Manifesto per la pace, la libertà e il diritto" dalla Sinagoga di Firenze che ha già riscosso prestigiose e importanti adesioni;
denuncia il mancato rispetto della Legge, delle dichiarazioni sui diritti umani e del principio di legalità a livello nazionale e internazionale come problema principale del nostro tempo per il mondo democratico;
riconosce la nonviolenza come l'unico strumento politico capace di rispondere strutturalmente a questa violazione sistematica delle leggi e consentire l'affermazione dei diritti individuali;
considerato che il persistere della sovranità assoluta degli Stati, e quindi in particolare e sopratutto in Medio Oriente, rappresenta un pericolo e un danno alla ricerca della pace;
ricordando che l’iniziativa del Primo Satyagraha Mondiale per la Pace, di ispirazione gandhiana e nonviolenta ha "per obiettivo un urgente intervento politico e istituzionale di Riforma delle caratteristiche strutturali delle politiche che si scontrano in Medio Oriente e, a partire da li, nel mondo" ;
riaffermando quindi che essa rappresenta l'unica alternativa strutturale possibile alla guerra e che essa è volta ad opporre non solamente ai conflitti endemici in corso, e alla purtroppo probabile nuova, tremenda deflagrazione mondiale, una strutturale Riforma democratica e federalista dei Territori, delle Regioni, degli Stati Nazionali strutturalmente devastati da guerre, da fame, da dittature;
considerando che anche le altre aree strutturalmente critiche dove sempre o quasi i diritti umani naturali, storicamente acquisiti di Libertà, Giustizia, Pace e Democrazia subiscono violente negazioni o ostacoli al loro libero esercizio che la comunità internazionale avrebbe l’obbligo di rimuovere e superare;