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Radicali Umbri e caso Bianzino: è doveroso nominare il garante dei detenuti in Umbria
Dopo l'incontro con il Presidente Tippolotti, avviati incontri con i gruppi consiliari della Regione

Perugia, 11 febbraio 2008

Una delegazione di radicali umbri ha avviato in questi giorni una serie di incontri con i Presidenti dei Gruppi Consiliari Regionali, sul tema della legalità nelle/delle istituzioni.

Al centro della nostra iniziativa la richiesta di applicazione di leggi regionali a partire dalla nomina del garante delle persone private della  libertà personale(garante dei detenuti) e del difensore civico regionale.In particolare, il Caso Bianzino come altre vicende che si stanno ripetendo negli ultimi tempi con una frequenza davvero impressionante, denuncia in modo clamoroso l’assenza di un garante per le carceri, la cui figura istituzionale, prevista e decisa dal Consiglio regionale dell’Umbria, è stata finora, del tutto disattesa. La nomina del “garante dei detenuti”, a nostro avviso ,si impone in tempi certi poiché la morte di Aldo Bianzino, nonostante i ripetuti comunicati del SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria), ha aperto molti interrogativi sulla trasparenza delle procedure nel carcere perugino oltre che sulla pericolosa mancanza di scambio/integrazione tra mondo carcerario e città. Quest’ultimo aspetto è stato denunciato dallo stesso Direttore del Carcere di Perugia, Giacobbe Pantaleone, nell’ambito dell’audizione della 3ª Commissione Consiliare Permanente del Consiglio Comunale di Perugia il 14 Novembre scorso come si può ascoltare dal sito di Radio Radicale.

(http://www.radioradicale.it/scheda/239967/audizione-del-direttore-del-
carcere-di-perugia-nellambito-della-3-commissione-consiliare-permanente-del-co
).

 

Non è superfluo ricordare che la figura del garante sarebbe in questo caso

fondamentale anche per chiarire le varie posizioni tra le parti. Il Garante,
tra le altre, infatti, ha la funzione importantissima innanzitutto di mettersi all'ascolto,pre-condizione per qualsiasi iniziativa o proposta: dovere di ascolto dei bisogni,delle necessità, delle aspettative non solo della popolazione detenuta, ma di tutti gli operatori penitenziari, del volontariato, delle associazioni, degli enti locali.

Ancora ascolto in relazione al rapporto, sovente inscindibile, fra diritti negati e doveri mancati, fra aspettative tradite e poteri abusati, fra rivendicazioni legittime e omissioni colpevoli. Il Garante dunque ascolta, osserva le condizioni di detenzione e si propone con interventi che possono consistere in attività di prevenzione dei conflitti,di mediazione, di pungolo, di proposizione (autonoma e/o concertata) di iniziative e progetti.

Al fine di sollecitare una rapida soluzione abbiamo incontrato e stiamo incontrando rappresentanti di tutte le forze politiche rappresentate in Regione. Il presidente del Consiglio regionale, Mauro Tippolotti, ha, tra l’altro, espresso la sua piena disponibilità insieme alla condivisione della nostra azione politica.

Infine ci preme ribadire che anche il caso Bianzino, riguardante cioè non un

criminale, non uno spacciatore malavitoso, ma semplicemente un privato trovato in possesso di canapa destinata esclusivamente all’uso personale, dimostra ancora una volta la fallacia, il fallimento del proibizionismo e delle norme che ad esso si ispirano. Al di là di ciò che stabiliranno ulteriori accertamenti, se mai ci saranno, è certo che non si può nella maniera più assoluta associare un semplice consumatore ad un criminale. Di proibizionismo si muore e la mafia, che, come sempre, proprio dalla clandestinità riceve impulso alla sua criminosa attività,continua ad arricchirsi e ringrazia.

 

Tommaso Ciacca, Comitato Nazionale di Radicali Italiani

Francesco Pullia, Direzione Nazionale di Radicali Italiani

Andrea Maori, Responsabile Radicale della Rosa nel Pugno-Umbria

Pierfrancesco Pellegrino, Segretario di radicaliperugia.org (ass. G. Nuvoli)


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