Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 02 set. 2010
  cerca in archivio   RASSEGNA STAMPA
Figli, segretarie, portavoci in lista i fedelissimi dei big

• da La Repubblica del 5 marzo 2008, pag. 6

di Goffredo De Marchis

Per chi li ha candidati nel Partito democratico, natu­ralmente, non sono "mogli di", "figlie di", portavoce fedeli o efficientissime segretarie, tutti fu­turi parlamentari della Repub­blica grazie a una corsia privile­giata. Sono invece protagonisti della politica finalmente e meritatamente emersi dall'ombra. Per dire, Beppe Fioroni parla della candidata al numero 6 nel collegio Sicilia 1 (elezione certa) Daniela Cardinale, 26 anni, fi­glia di Salvatore, già deputato Udr, Margherita e Pd, come di un vero asso nella manica. «Grande esperta di marketing — dice entusiasta —. Lo slogan "si può fare" l'ha inventato lei un anno fa, per un voto provincia­le». Sarà vero, ma stupisce che Daniela, così giovane, dia dei punti a Walter Veltroni e a Barack Obama, nientedimeno.

 

Allo stesso Fioroni viene attri­buita la discesa in campo di Luciana Pedoto, 38 anni, collegio sicuro in Campania. È la sua se­gretaria particolare al ministero dell'Istruzione, sì, ma anche donna con i requisiti giusti per entrare a Montecitorio. Lei, in via precauzionale, sta già spedendo lettere a tutti i giornali precisando il suo ricco curriculum. Fioroni spiega: «Luciana non ha mai vissuto di politica, ma la fa da anni. Doveva essere candidata alle regionali nel Lazio, ha partecipato ad alcune elezioni circoscrizionali. Ed è una funzionaria dell'Istituto su­periore d'igiene, con tanto di laurea e specializzazioni. Non l'ho scelta io, ma i Popolari del Lazio». Come dire, un nome inattaccabile, al di sopra di ogni sospetto. Eppure l'attaccano, dicono che il suo profilo non giustifica quella posizione in li­sta che vale oro.

 

Saranno invidiosi, sicura­mente, voci che vengono da esclusi dell'ultimo minuto, trombati più o meno eccellenti. Malignità, figlie del risentimen­to. Che non valgono solo per la Pedoto. I bersagli sono tantissi­mi. Per esempio, Piero Martino, portavoce di Franceschini che sarà eletto in Sicilia. Ha diretto l'ufficio stampa del Ppi con Franco Marini, è stato giornali­sta al Popolo, poi a Europa, poi con Franceschini alla Camera e capo dei rapporti con i media al Partito democratico. France­schini, spiegano i cattivi, dirigeva il tavolo delle candidature. Era giusto, allora, da quella po­sizione, candidare due fedelis­simi, due uomini dello staff co­me lo stesso Martino e il capo della sua segreteria Alberto Losacco?

 

La carica dei portavoce non si limita a Martino. Ha avuto un posto Sandra Zampa, che ha curato i rapporti con i giornali per Romano Prodi a Palazzo Chigi e a Bologna ed è amica di Flavia. È stato confermato Silvio Sircana, portavoce del premier. Del vec­chio staff prodiano ci saranno Sandro Gozi e Richi Levi, già de­putati. Il capitolo "mogli di" in­veste due riconferme. Anna Ma­ria Carloni, compagna di Anto­nio Bassolino, sfida l'impopola­rità del marito e corre al Senato in Campania. La consorte di Pie­ro Fassino, Anna Serafini, viene invece paracadutata in Sicilia (come molti altri del resto) in un posto sicuro. E tra i fassiniani si fa notare che la senatrice Serafi­ni ha ricevuto un trattamento migliore rispetto ad altri fedelis­simi. Fabrizio Morri, ex braccio destro di Fassino, combatte in una collocazione pericolosa nelle Marche. Roberto Cuillo, anche lui ex portavoce del Bot­teghino, deve strappare con i denti il posto numero 20 nel La­zio mollato da Paolo Gambescia perché sicuro perdente.

 

Fioroni invita però a guardare la trave negli occhi degli altri, se davvero si vuole fare l'elenco dei candidati eletti con l'aiutino ec­cellente dei leader. In Basilicata spunta un altro uomo di staff. È Salvatore Russillo, capo della segreteria di Rosy Bindi e giova­ne dirigente dell'ufficio legisla­tivo del Pd alla Camera. Ma Rus­sillo è stato molto più sfortuna­to di altri suoi colleghi. È al 4° po­sto per Montecitorio, la sua sconfitta è garantita. Una sorte simile aspetta Fausto Recchia, consigliere politico di Arturo Parisi che occupala 16esima posizione nel Lazio e per finire alla Camera dovrà sperare in una congiunzione astrale perfetta. Ma tutte queste storie non sono le prime e non saranno le ultime nelle cronache della politica. Fra questi nomi molti faranno dimenticare presto la spinta ini­ziale venuta dall'alto. Dagli staff dei leader di un tempo, del resto, sono emersi alcuni leader di og­gi. Pier Ferdinando Casini, Mar­co Follini, Clemente Mastella per fare solo alcuni nomi. Anche loro all'inizio vittime di facili ironie sull'aiuto ricevuto e poi capaci di dirigere, guidare, controllare il consenso, fare i mini­stri, i presidenti della Camera.



IN PRIMO PIANO







  stampa questa pagina invia questa pagina per mail